
Roma - Dopo 62 giorni, 91 tappe, oltre 15 mila chilometri percorsi, la Carovana Antimafie partita il 7 aprile da Roma, chiude la prima parte del suo viaggio, per riprenderlo ad ottobre con le ultime tappe italiane e poi spostarsi all'estero. A renderlo noto sono gli organizzatori dell'iniziativa: Arci, Libera, Avviso Pubblico con Cgil, Cisl e Uil e con la Ligue de l'Enseignement (organizzazione francese che si batte per una educazione pubblica e laica). Ad ottobre, informa una nota, la Carovana tornerà in Sicilia, dove nel 1994 è nata su iniziativa di Arci Sicilia. Un viaggio lungo venti anni che concluderà la parte italiana, simbolicamente, nell'isola siciliana, prima di muoversi verso la Serbia, la Romania, la Francia e la Spagna. Nel marzo 2015, infine, la Carovana approderà a Malta. Intanto, viene sottolineato, sono significativi i numeri di questa prima parte del viaggio: 89 fra città e piccoli centri attraversati, 39 scuole, 50 circoli Arci visitati o che hanno collaborato all'iniziativa, 32 fra presidi e coordinamenti di Libera, 82 interventi a dibattiti o incontri con sindacalisti Cgil, Cisl, Uil e amministratori di Avviso pubblico, 5 beni confiscati visitati, 3 Università coinvolte.
Inoltre, decine di centri sociali, case di accoglienza, centri di aggregazione giovanile coinvolti nelle numerose iniziative organizzate in ogni città o centro in cui la Carovana è giunta. Più di trenta gli appuntamenti promossi sul tema della tratta degli esseri umani, che era il filo conduttore della Carovana di quest'anno. Un core business della criminalità organizzata, che trova laute fonti di guadagno nello sfruttamento dei migranti. In questo percorso, Carovana ha incontrato il progetto internazionale Cartt (Campaign for Awareness Raising and Training to fight Trafficking), articolando il tema della tratta nei diversi aspetti di sfruttamento del lavoro: in Italia quello del lavoro domestico, di cui sono vittime soprattutto le badanti straniere; in Francia nel campo dell'edilizia, in Romania in quello minorile, a Malta nel settore turistico. Se il viaggio della Carovana dal 1994 non si è mai fermato, ma anzi si è arricchito di nuovi contatti, relazioni, persone e organizzazioni disponibili a condividere il percorso, è proprio perché continua ad essere prezioso strumento per comunicare e costruire il cambiamento sociale.
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