
Vibo Valentia - 1016 presenze al Museo archeologico “Capialbi”. Un numero significativo per il Club Unesco di Vibo Valentia. Una settimana dedicata alla “Dieta mediterranea: percorsi di consapevolezza del riconoscimento Unesco”. L’iniziativa, voluta dal Club, è stata condivisa con il Museo archeologico nazionale “Capialbi” ed ha visto la partecipazione del Sistema bibliotecario vibonese e degli istituti Liceo "Capialbi" e Liceo artistico "Colao". A loro si aggiungono una rete di comuni aderenti: Capistrano, Filadelfia, Gerocarne, Joppolo, Maierato, Mileto, Mongiana, Nicotera, Pizzo, Polia, Ricadi, Rombiolo, San Nicola da Crissa, Serra San Bruno, Soriano, Tropea, Vibo Valentia, Zungri; sodalizi: l’Associazione Mnemosyne, Accademia internazionale della Dieta mediterranea italiana di Nicotera, Associazione Dieta mediterranea italiana di riferimento di Nicotera, Dance Vibo dance, Simeu (Società italiana di Medicina d’emergenza – urgenza), Poliambulatorio Moscati. Si è inteso, tramite incontri informativi, laboratori e campagna screening, veicolare l’importanza del patrimonio materiale ed immateriale del nostro territorio che si esprime in abilità e saperi, arte, archeologia, tradizioni e usi:
“I risultati – ha commentato un’entusiasta presidente Maria Loscrì – vanno al di sopra delle più rosee aspettative e riflettono, sia l’impegno profuso dai promotori, sia la straordinaria risposta delle scuole e della cittadinanza vibonese”. Un occhio sul passato, per rivalutare le arti antiche, frutto dell’ingegno e dell’operosità dei bottegai, sapientemente riprese nei laboratori didattici del telaio, disegno, pittura, ceramica, l’arte del sapone, mascalcia, come la sezione “Telaio”, gestita dai membri dell’Istituzione Castelmonardo e “La bottega del maniscalco” di Giuseppe Restuccia e Alfredo Baldo. Non sono mancate occasioni in cui accendere i riflettori sul significato di “Dieta mediterranea”, intesa come stile di vita, ma anche insieme della pratiche, delle rappresentazioni, delle espressioni, delle conoscenze, tipiche delle popolazioni del Mediterraneo. “Attraverso la manifestazione – continua il presidente Loscrì – abbiamo cercato di raccontare ‘il mangiar sano’, parte integrante della nostra cultura”.
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