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Vibo Valentia - Una comunità di lettori, di amanti del libro, innanzitutto. Ma anche una comunità di persone, di ogni età, che condivide una certa idea di cultura: dialogo, confronto, curiosità, empatia. Questa è stata la sensazione respirata a Palazzo Gagliardi di Vibo Valentia, sede del Festival Leggere&Scrivere. "Ci piace viverci come una comunità" ha ammesso il direttore Gilberto Floriani. "Non si tratta di una comunità chiusa - ha continuato - ma costantemente aperta alle suggestioni, agli stimoli che provengono dalla Calabria e dal mondo. Il Festival ha dimostrato di essere anche quest'anno un caleidoscopio attraverso il quale questo patrimonio è stato filtrato". In 5 giorni di festival si sono svolti 220 tra incontri e dibattiti con oltre 300 ospiti e 30.000 spettatori: dalle scuole agli opinion maker, passando per un pubblico eterogeneo che è stato, al pari degli ospiti, il vero protagonista del festival.

Tra gli ospiti Adriano Sofri, Pietrangelo Buttafuoco, Tommaso Labate, Nicola Gratteri, Luciano Violante e Marta Cartabia, il recital di Ascanio Celestini e Alessio Lega, quello di Stefano Benni con Paolo Damiani, la serata in musica con Mauro Ermanno Giovanardi, Cristiano Godano, Edda e Alessandro Grazian, quella con Danilo Rea. E, poi, Sandra Milo con Giorgia Wurth, Armando Massarenti, Ritanna Armeni, Luciana Castellina, Jas Gawronski, Emanuele Trevi. Sul programma del festival ha spiegato Floriani che "La versatilità è il punto di forza: saper coniugare letteratura, attualità, ma anche musica, sapori, nuove tendenze. Un panorama a 360 gradi che va dalla filosofia al jazz, dalla storia all'enogastronomia". "Ci tengo a sottolineare - ha affermato Maria Teresa Marzano, che condivide la direzione artistica - i due temi che ha affrontato questa edizione del festival. Si tratta di due anniversari: i 50 anni del Sessantotto e i 40 anni della Legge Basaglia. Li abbiamo affrontati come è nella tradizione della rassegna: approfondimento culturale, ma anche spazio per riflettere con la musica e lo spettacolo come nel caso della performance di Ascanio Celestini con Alessio Lega, dedicato alla malattia mentale". L'affluenza di pubblico, è scritto in una nota, "ha avuto anche come effetto un ottimo andamento di vendite libri. Il bookstore della Libreria Mondadori all'interno di Palazzo Gagliardi ha fornito la seguente classifica dei libri più acquistati. I campioni delle vendite sono: Adriano Sofri con Una variazione di Kafka (Sellerio Editore); Tommaso Labate con I rassegnati (Rizzoli); Franco Arminio con Resteranno i canti (Bompiani) e i libri di Nicola Gratteri". Soddisfazione è stata espressa anche dal direttore della sezione artistica del festival, Antonio La Gamba. "La Calabria - ha affermato - è terra d'arte, vive un fermento creativo e che il festival ha trasmesso".

All'interno di Palazzo Gagliardi, sono state allestite quattro mostre. Una location era riservata alle opere dei ragazzi del liceo artistico di Vibo e della Bottega Aperta Limen, il segno dell'attenzione del festival per le nuove generazioni. I visitatori hanno potuto ammirare anche le mostra dedicata a Alfredo Pino, uno degli artisti più rappresentativi del territorio; la mostra che ospita le opere di Giovanni Curigliano di Maierato e, infine, quella riservata ai dipinti e agli intarsi in legno di Francesco Marcello, indimenticato sindaco di Vibo e figura storica del Rotary cittadino. Ed, ancora, esposizioni di Michele Palano e Massimo Polia. Per la sezione arte da segnalare anche la mostra Revolution a cura di Francesca Procopio. Erano, inoltre presenti le installazioni La mia casa di Anna Corcione; Verbo di Francesco Scialò e il libro d'artista Dall'alba al tramonto di Roberta Grosso.

Il pubblico di Palazzo Gagliardi, infine, ha potuto ammirare l'installazione Uomo Arca modello in scala 1:4, progetto internazionale di un'opera scultorea multimediale realizzata dallo stesso Antonio La Gamba. Da sempre la vocazione del festival è l'attenzione verso le nuove generazioni. Lo spazio Leggere&Scrivere Junior ha visto oltre 40 appuntamenti: workshop, laboratori e una ricca serie di altre iniziative. "Anche quest'anno lo spazio Junior ha fornito l'occasione crescere attraverso la cultura, scoprire il mondo dei libri e stimolare la fantasia dei bambini" ha spiegato la coordinatrice Katia Rosi. Per il secondo anno consecutivo il Festival Leggere&Scrivereha reso omaggio alla violinista vibonese Greta Medini, scomparsa prematuramente nel 2016. "La memoria di Greta è stata onorata con un programma che ha visto esibirsi alla chiesa di San Michele artisti dal calibro internazionale. Anche in questo caso il messaggio è chiaro: Vibo Valentia, la Calabria attraverso la musica e la cultura si aprono a nuove esperienze" ha ricordato il responsabile della rassegna Giovanni Puddu.

"Un'altra conferma che arriva dal festival - ha aggiunto - è che non basta pensare, ma agire per far crescere il territorio". Il festival si è affermato anche come evento social: i profili Facebook e Instagram hanno avuto un aumento del 30% di interazioni rispetto all'anno scorso. "Mi piace sottolineare - ha sostenuto Floriani - l'impegno del Sistema Bibliotecario Vibonese per il festival. Il Sistema è l'anima del Festival, quando un'edizione finisce si pensa subito all'edizione seguente: un impegno quotidiano nel quale il Sistema Bibliotecario Vibonese dedica ogni giorno le sue energie". "Vogliamo ringraziare gli sponsor che anche quest'anno hanno contribuito e dimostrato di volere fare rete con il Festival", hanno concluso Maria Teresa Marzano e Gilberto Floriani. "Il rapporto tra cultura e territorio deve essere il vero filo rosso di ogni iniziativa e il festival vuole procedere su questo solco" hanno puntualizzato i due direttori.

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