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Roma  - "Io sono il vice di Tajani, non l'anti-Tajani". Lo ha detto il governatore della Calabria Roberto Occhiuto durante la presentazione del suo libro "Il coraggio di governare" alla galleria Colonna di Roma. Alla domanda del giornalista se sia 'in campo' per dirla con la metafora berlusconiana, risponde: "Certo! Sono presidente di una Regione complicatissima dove sei esposto ad ogni tipo di rischio e non temo nulla. Però il dovere di ciascuno di noi è offrire stimoli e io cerco di farlo". Al termine della presentazione ad un altro cronista che gli ha chiesto se la grande accoglienza romana (numerosissimi i volti noti del partito accorsi all'evento) è un invito a prendere la guida di FI, Occhiuto risponde: "Non ho questa ambizione, ho 4 anni" davanti come governatore della Calabria, "sono libero di poter pensare e dire queste cose senza personali ambizioni e" per questo "lo faccio con maggiore decisione.".

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Ministri, parlamentari di Forza Italia ed ex del partito. Pienone per la presentazione del libro del governatore azzurro Roberto Occhiuto "il coraggio di governare" alla galleria Colonna di Roma. Ad ascoltare l'azzurro, tra gli altri, c'erano Paolo Zangrillo, Elisabetta Casellati, Francesco Paolo Sisto, Stefania Craxi, Matilde Siracusano, Deborah Bergamini, Ugo Cappellacci, Giorgio Mulè. E ancora: Andrea Orsini, Alessandro Cattaneo, Paolo Emilio Russo, Isabella De Monte Pino Bicchielli, Nazario Pagano, Annarita Patriarca e tanti altri. Tra gli ex spiccava Mara Carfagna (Nm) c'era anche Francesca Pascale e Luigi Marattin (Pld). Alla domanda sull'assenza di Antonio Tajani, Occhiuto ha risposto: "Non ho fatto inviti personali, nel partito erano tutti invitati. Ma mi pare Tajani sia a Bruxelles, è assente giustificato...".

FI ha bisogno che tutta la classe dirigente recuperi il metro di Berlusconi", non bisogna "spaventarsi per un po' di apertura sui temi della modernità e dei diritti civili. Non è un tema di leadership". Occhiuto ha auspicato un partito "smart, moderno, aperto". "Se lo faremo renderemo più performante il centrodestra" che dovrebbe "recuperare un metodo riformista" e "dare cittadinanza a liberali e riformisti" di questo paese. A suo avviso, oltre alle idee, nel partito servirebbe la capacità di "comunicarle in modo moderno, nuovo", "e io vedo anche ancora a volte forse abbiamo un modo di comunicare troppo antico". Le polemiche sulle recenti esternazioni di Tajani? "Accade che anche quando dice cose che non dovrebbero dar luogo a polemiche, a volte diventa ingiustamente oggetto di polemica come nel caso della vicenda Regeni. Ma anche questo forse è un tema: se accade questo evidentemente la comunicazione del partito e del segretario forse andrebbe rivista", risponde. 

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