
Lamezia Terme – La Calabria come punto di partenza di un nuovo metodo didattico, innovativo e pionieristico, legato alle potenzialità dell’intelligenza artificiale. Questo il fulcro di "Cal-AI - Rete scolastica per l'IA Calabria", una delle prime esperienze regionali in Italia nate per affrontare le sfide dell'Intelligenza Artificiale nella scuola.
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Un progetto estremamente ambizioso e avanguardistico, a cui hanno aderito ben 50 istituti calabresi, presentato questo pomeriggio presso il Polo Tecnologico “Luigi Einaudi”, alla presenza di istituzioni e big mondiali della tecnologia. Come Simon Fasolo (EMEA Lead Google Workspace and AI for Education), Alessandro De Bono (Responsabile Google for Education, C2 Group) e Marco Berardinelli (Direttore Education, Google Italia), accompagnati da diversi rappresentanti della sfera didattica in Calabria: l’Assessore regionale all’Istruzione, Eulalia Micheli; il Dirigente Scolastico comandato presso USR Calabria, Gabriele Petrone; il Direttore del DIIES dell’Università «Mediterranea» di Reggio Calabria, Claudio De Capua e la Dirigente Polo Tecnico-Professionale “Einaudi”, Anna Primavera. Tra i principali promotori dell’iniziativa, il prof. Giuseppe Carlo e Simona Prochilo, Dirigente Scolastica dell'ITIS "Michele Maria Milano" di Polistena, scuola capofila di “Cal-AI”, che ne ha illustrato la mission e gli ambiti di intervento.

“Noi scuole, che rappresentiamo la base dell’istruzione, dobbiamo sposare questo nuovo paradigma e portarlo avanti – esordisce la Dott.ssa Prochilo – perché, se non riusciamo a governare l’intelligenza artificiale, finiremo per essere governati. Lombardia, Sicilia e Calabria sono le prime regioni ad aver avviato questo progetto e sono molto orgogliosa siano tante le scuole calabresi ad aver aderito. La Calabria, in questo modo, sta dimostrando di saper fare sistema, candidandosi a modello nazionale sull’innovazione digitale”. L'Accordo di Rete punta, dunque, a governare in maniera coordinata l'introduzione dell'IA non soltanto sul piano della didattica, ma anche su quello organizzativo e della gestione dei processi amministrativi. Coordinata, ma soprattutto equilibrata, poiché, al centro di tutto, vi è comunque la scuola, i docenti.
Ed è proprio il concetto di antropocentrismo la conditio sine qua non condivisa da tutti i relatori: “La diffusione dell’intelligenza artificiale – dichiara, in video collegamento, Marco Berardinelli – è un processo incredibile che va anche a determinare una crescita economica e sociale, ma va gestito. Ciò che è importante è porre sempre al centro l’essere umano. Solo in questo modo potremo trarne beneficio. Dobbiamo sfruttare l’intelligenza artificiale a nostro favore”. Ampio spazio, infine, all’intero iter da seguire e alla timeline operativa, illustrata dal prof. Carlo, che ha sottolineato l’importanza della formazione, a cui, nei prossimi mesi, saranno dedicati corsi, webinar e certificazioni. Previste, inoltre, una banca dati di case studies e buone pratiche, materiali didattici condivisi, strumenti di monitoraggio, progetti pilota e attività di ricerca, insieme alla possibilità di collaborare con università, centri di ricerca e partner tecnologici. Una particolare attenzione sarà riservata anche alla protezione dei dati personali e alla valutazione dei rischi, aspetti indispensabili quando l'IA entra nei processi scolastici. Un nuovo modo di fare “Rete” per promuovere un uso dell’intelligenza artificiale consapevole, etico e responsabile.
Francesco Sacco
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