Vibo Valentia - Il prossimo 3 ottobre alle 18 a Palazzo Gagliardi nella sala C a Vibo è in programma la prima presentazione di “Fai silenzio ca parrasti assai”, di Marisa Manzini. E’ un testo-messaggio rivolto all’intera popolazione calabrese contro la ‘ndrangheta; la presentazione è uno degli eventi del “Festival Leggere & Scrivere” che si terrà a Vibo Valentia dal 2 al 6 ottobre. Alla presentazione del libro sarà presente l’autrice che converserà con Pietro Comito. Un testo il cui obiettivo principale è quello di trasmettere un messaggio fondamentale all’intera cittadinanza calabrese: l’importanza della parola. Offrire ai lettori il punto di vista di chi ha avuto l’opportunità di avvicinarsi a persone e luoghi che, senza forse averne consapevolezza, hanno contribuito ad avviare un nuovo corso per questa regione. Questo l’obiettivo dell’autrice, Marisa Manzini, magistrato, attualmente Procuratore Aggiunto presso la Procura di Cosenza, per lungo tempo impegnata quotidianamente nella lotta alla ‘ndrangheta, in particolare vibonese, e legata ad una terra che non le ha donato i natali ma che sente appartenerle.

“Fai silenzio ca parrasti assai” è un testo che racconta le storie di uomini e donne vittime o vittime delle proprie scelte di vita che hanno avuto il coraggio di parlare ripudiando la ‘ndrangheta. Uomini e donne che hanno compreso quanto la forza della parola fosse l’unico percorso per riconquistare la libertà. “La guerra alla ‘ndrangheta - afferma Marisa Manzini - non può prescindere dalla collaborazione della gente. La parola ha una forza dirompente. I mafiosi temono chi ha il coraggio di parlare”.
Un titolo particolare quello scelto per il testo che nasce da una diretta esperienza dell’autrice che, il 10 ottobre 2016, durante un’udienza, che vedeva alle sbarre il gruppo ‘ndranghetistico Mancuso, si sentì rivolgere, con aria spavalda, da Pantaleone Mancuso, detto “Scarpuni”, imputato sottoposto a regime duro, la frase: “Fai silenzio, fai silenzio. Fai silenzio ca parrasti assai. Hai capito ca parrasti assai? Fai silenzio ca parrasti assai”. Da questa frase l’idea di realizzare un testo che metta in risalto quanto la parola venga vista come un pericolo dai mafiosi che vogliono il silenzio, lo pretendono.
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