
Catanzaro - Fino all’11 ottobre, in Piazza del Rosario, l’Archivio di Stato di Catanzaro, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2015 e in concomitanza dell’EXPO di Milano, promuove la mostra dal titolo “Fonti archivistiche sull’alimentazione”, excursus di documenti che comprendono un vasto arco cronologico: secc. XVI-XX. Lo annuncia il direttore, Antonio Garcea, il quale chiarisce che i documenti selezionati consentono di percorrere vari itinerari tematici: “gabelle”, “commercio”, “pesca e caccia”, “macinato”, “innovazioni”. La tassazione sui vari generi di primo consumo, le imposte sui prodotti importati - a protezione di quelli interni -, i provvedimenti per la caccia e la pesca, la “vittitazione” presso la Mensa Vescovile di Bova, “il Manicomio” di Girifalco e il Real Collegio di Catanzaro, la produzione agricola: sono questi alcuni degli argomenti che si desumono dalle fonti archivistiche, che offrono senz’altro spunti interessanti per successivi approfondimenti, e dai quali, soprattutto, si evince il rapporto rispettoso dell’Uomo con la natura.
Per la prima volta saranno esposte al pubblico due pergamene: una a quaderno dell’anno 1521, con la quale Carlo V e la regina Giovanna vendono alla città di Catanzaro per la somma di 15.000 ducati, a ragione di 10 carlini a ducato, le funzioni fiscali, i diritti di focatico e del sale della città medesima e della Calabria Citra, l’altra dell’anno 1546, con la quale sempre l’imperatore e la regina concedono al Convento di S. Maria di Mesoraca, dei Minori di S. Francesco, una elargizione annua di dodici tomoli di sale. L’esposizione comprende anche diverse pubblicazioni sull’argomento, di cui una, edita nell’anno 1865, fornisce una dettagliata descrizione, sulla “vera cucina casareccia”, secondo le stagioni.
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