
Belmonte - Carlo Petrini, presidente nazionale di Slow Food, va a Belmonte, sul litorale tirrenico tra Paola ed Amantea, e valorizza al massimo due prodotti tipici. "Di Belmonte - scrive - sorprende il gammune, un salume Presidio Slow Food di una qualità tale da non aver nulla da invidiare ai culatelli migliori emiliani o a certi prosciutti spagnoli. È una tradizione produttiva locale dall’Ottocento, il suo nome deriva forse dallo spagnolo jamono anche da gamma, nome dialettale per gamba. Il gammune si fa disossando la coscia del maiale, con un procedimento difficile perché non bisogna intaccare carne o nervi, lasciando due dita di grasso intorno alla coscia. Il produttore Mario Arlia - afferma ancora Petrini - lo racconta con grande trasporto. Il Presidio vuole salvare l’arte norcina di questo pezzo di Calabria, unita all’eccellenza di un prodotto che stagiona per 16 mesi nelle cantine del paese, godendo dell’aria di mare". "Belmonte - afferma ancora Petrini - è famosa soprattutto per i suoi pomodori giganti, simili ai cuori di bue forti di pezzature enormi, tanto che si possono consumare quasi alla stregua di una bistecca, tagliati a fette molto spesse: hanno avuto fama e fortuna e forse è ora di iniziare a tutelarli, visto che vengono diffuse delle copie non dell’ecotipo originale".
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