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Lamezia Terme – Si chiama “Progetto invito alla lettura” quello curato e promosso dall’Istituto Tecnico Statale – Indirizzo Tecnologico di Lamezia Terme e che questa mattina ha inaugurato il cartellone dei quattro eventi letterari, risultato dell’unione tra case editrici, librerie e appunto la scuola. A collaborare sono stati infatti Rubbettino, Casa del Sole, Sagio Libri e Tavella. Il libro che apre la prima edizione del progetto è “La Terra dei Recinti” di Massimiliano Capalbo, il cosentino che ha dato vita a Zagarise al primo Parco Avventure in Calabria.  La locandina della rassegna letteraria che ha visto un’ampia partecipazione da parte dei docenti di lettere e degli allievi, oltre a sfatare i luoghi comuni circa l’assiduità di progetti letterari solo nei licei, marca un sottotitolo per ciascun libro invitando i giovani lettori a gettare il proprio sguardo ‘oltre’. Oltre il recinto, oltre la scuola, oltre la beffa, oltre la certezza.

A moderare la giornata la professoressa e giornalista Dora Anna Rocca che ha suddiviso l’incontro con l’autore in due momenti, entrambi volti ad un esaustivo confronto con i ragazzi i quali hanno espresso mossi da particolare interesse domande e riflessioni. Un primo momento, più intimo e raccolto presso la biblioteca dell’istituto, e un secondo momento svolto invece nella sala – auditorium insieme alla presenza della dirigente Patrizia Costanzo la quale particolarmente entusiasta del lavoro svolto dai docenti augura ai ragazzi di proseguire la loro strada sulla libertà fornita dai libri, e in particolare sul profumo della carta stampata rispetto all’e-book.
Massimliano Capalbo si definisce eretico, laddove per ‘eretico’ egli intende ‘mettersi in gioco’ , uscire appunto dai recenti, sperimentare i propri talenti e la propria curiosità. “Tutti nasciamo con un talento, magari nascosto, sta solo a noi scoprirlo. È necessario ‘guardarsi intorno’, re-inventare il concetto di impresa, chiedersi cos’è oggi la politica” – commenta l’autore.

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Dunque a metà strada fra politico e imprenditore, Capalbo a seguito di un viaggio in Canada, torna in Calabria e nel 2010 decide di mettersi in gioco, cercando di trasformare le parole in fatti, agendo anche col rischio di sbagliare o di fallire. “Dobbiamo cercare di uscire fuori dagli schemi mentali prima, e da quelli materiali poi” – prosegue. La Terra dei Recinti è il risultato di un cammino soprattutto scolastico, fatto di incontri con le classi superiori, a proposito della promozione di ‘Orme nel Parco’, da lì è nato un modello. Un’idea innovativa, una reazione, a seguito di troppe ipocrisie, a seguito di stanchezza individuale. Un libro che racchiude molte ‘banalità’, quelle della contingenza storica e politica e che invita ‘gli orsi sottomessi dal potere’ ad uscir fuori dai ‘recinti dell’assistenzialismo’. “I calabresi sono da sempre vittime di se stessi, è necessario – secondo Massimiliano Capalbo – distruggere la diffidenza reciproca. Cominciate a piantare fiori nelle aiuole di casa vostra, è con semplici gesti che si può contribuire a cambiare il mondo”. Un libro che, come molti studenti hanno fatto notare, piace perché adotta un linguaggio semplice capace di arrivare a tutti, dal pastore al professionista. “La mia intenzione è quella di mandare un messaggio, dunque puntare sul contenuto piuttosto che sulla forma, le élite non mi interessano” – conclude Capalbo. Una riflessione eretica che porta ad evidenziare, e questo vuole essere l’auspicio verso la crescita del paese attraverso le nuove generazioni, le passioni ed i talenti senza però dimenticare l’importanza di unire ‘l’essere al sapere’. “Come diceva Gurdjieff, se la linea dell’essere non va di pari passo con quella del sapere non solo non fornisce utilità alcuna ma diventa anche rischiosa”. 

V.D.

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