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Rende (Cosenza) - Al MAON Museo d’arte dell’Otto e Novecento di Rende si inaugura, giovedì 21 luglio 2016 alle 18:30, la mostra “Fiorenzo Zaffina/Forme del vuoto” curata da Tonino Sicoli e Massimo Scaringella. L’artista,  nato a Lamezia Terme che vive e lavora a Roma dal 1970.
 
“Il nuovo Zaffina è uno scultore etereo - si legge in una nota - che buca la materia del vetro sintetico, tagliato a parallelepipedo, come un monolito, smozzicato dalla fresatrice, con squarci asimmetrici, in un angolo, su uno spigolo, sulla faccia levigata. Le brecce hanno l’aspetto di grossi graffi con segni colorati, dall'andamento curvilineo, che a volte si arricciano come onde marine. La luce, che filtra dal materiale trasparente, funziona come animatrice di un dinamismo interno con visioni multiple e cangianti a seconda del punto di vista. Basta girare attorno al solido trasparente per scoprire prospettive nuove; anche dall'alto e dal basso si ottengono immagini, con un interno vista, che rifrange la luce in strisce, spirali, effetti sempre nuovi e diversi. Forme primarie e segni dai colori intensi creano ”statue” impalpabili, delicate, vaghe apparizioni di un processo che si sviluppa in direzione di una infra-scultura, post-moderna e linguisticamente elementare. Si legge la contaminazione di un'arte progettuale, fatta un po’ di concettualismo e un po’ di industrial design. Eppure prevale in Zaffina un’artigianalità, un lavoro manuale, che trae la forma dal blocco squadrato e dall’impiego di trapani e frese, di levigatrici e smerigli”.

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