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libro-arte-20191.jpgCatanzaro - La sala consiliare “Aldo Ferrara” della provincia di Catanzaro ha ospitato la presentazione del libro “L’arte e il paesaggio, le belle contrade” dell’architetto Giorgio Ceraudo edito dalla Rubbettino Edizioni.  Moderati dal giornalista Silvio Rubens Vivone, oltre che allo stesso autore hanno offerto il loro contributo critico l’architetto Teresa Gualtieri, presidente nazionale federazione Club per l’Unesco, l’archeologo Francesco Cuteri, la storica dell’arte Rosanna Caputo.

Quello dell’architetto Ceraudo è un libro di racconti poetici, di storie di cultura e di arte, di scoperte e di curiosità. Raccoglie gli scritti di chi ha potuto studiare per lungo tempo le terre della nostra regione da un particolare da un particolare punto di vista, quello del “Soprintendente”, il maggiore e più importante rappresentante territoriale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed impegnato nella tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici. Ogni pagina è la scoperta di un paesaggio, di un luogo, di una storia, di un bene culturale e di una emozione. Traspirano le passioni dell’autore che indaga l’oggetto del suo lavoro con le stesse passioni di chi sa osservare un amante, ricercando il senso profondo che trasmette la sua storia, il suo stato di conservazione e di riconoscibilità. Descrizioni che a partire da paesaggi osservati da lontano ci preparano a cercare e riconoscere chiese, palazzi, musei che diventano pietre preziose incastonate in quei meravigliosi gioielli che la nostra terra sa regalare a chi la sa amare e a chi la sa guardare.

Una vita quella dell’autore che è stata dedicata totalmente alla conservazione ed alla valorizzazione della cultura calabrese, dal recupero dei monumenti icona di queste terre alla salvaguardia delle opere pittoriche, dalla scoperta e valorizzazione di artisti all’apertura dei musei più prestigiosi della regione, dalla promozione di indagini archeologiche al recupero dei parchi archeologici. Un'esperienza straordinaria raccontata in questo libro da una piacevole e leggera penna capace di ricordarci che la bellezza dei grandi viaggiatori del Grand Tour del XVII secolo è ancora presente sul nostro territorio.

Un capitolo è titolato “Nel mondo medievale di Lamezia Terme” e così presenta la nostra città: […] “Visitare Lamezia è come immergersi nel mondo medievale anche se il tempo ha distrutto le pietre e le reliquie di un passato glorioso che giacciono sotto una coltre di terra in attesa di ritornare alla luce” […].

 

 

 

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