
Catanzaro - “Le attività sono l’anima del nostro territorio, che deve prender forma, e grazie all’unione di differenti materiali può venir fuori una vera e propria opera d’arte”, queste le parole di Rosetta Alberto, dirigente del Parco della Biodiversità Mediterranea di Catanzaro, nel corso dell’incontro di martedì pomeriggio, svoltosi presso il Musmi, il museo del parco stesso, durante il quale è stata affrontata la tematica, delicata e attuale, dell’arte tessile. Difatti, come espresso nel titolo del dibattito, “Il rilancio della filiera agro-tessile di Calabria: elementi di tradizione, innovazione e sostenibilità”, si è cercato nel corso dell’incontro di concentrare l’attenzione su questo settore, con il fine di recuperare e valorizzare le principali specie di fibra naturale, come seta, cotone, lino, canapa, ginestra e lana, che storicamente e culturalmente hanno caratterizzato il nostro territorio. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, anche il presidente della Provincia Enzo Bruno, il quale ha sottolineato come la provincia debba porre una grande attenzione a questo settore, recuperando la tradizione e mettendo a disposizione dei laboratori a sostegno di tali attività, la dottoressa Anna Maria Rosa dell’associazione “Fili e trame solidali” e la dottoressa Maria De Stefano dell’associazione “Centro ricerca arte tessile”. Le tematiche trattate nel dibattito, numerose e varie, hanno avuto comunque come punto di convergenza il fatto che la conservazione delle tradizioni tra le generazioni, la capitalizzazione di un main-streaming e la corretta gestione delle pratiche agricole a basso impatto ambientale costituiscono dei validi fattori per la salvaguardia del patrimonio rurale, in cui la cultura e la qualità del territorio e del paesaggio medesimi si integrino secondo il modello di un “ecomuseo”. “A tal proposito”, ha affermato la De Stefano, “sarà strettamente necessario portare nelle scuole tali progetti, in modo che sin da piccoli si possa apprezzare l’importanza di un simile settore e possa portarsi a compimento la continuità della tradizione fino ai giorni nostri”. L’input che ha dato avvio a tutta questa attività, come sottolineato ancora dalla De Stefano, è stato il ritrovamento di una coperta antica, che in base a dei ricami in essa presenti attesta che l’autrice era calabrese, di Migliarino, e che l’aveva intessuta il 27 luglio 1851. Dunque, un esempio concreto della continuità nel tempo di quest’arte propria della città di Catanzaro.
M.L.
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