
Lamezia Terme - Il 24 maggio del 2016 ricorrono i venticinque anni dell’omicidio di Pasquale Cristiano e Francesco Tramonte e, da Libera, ritengono “che sia nostro dovere morale continuare a chiedere alle autorità competenti ogni sforzo possibile per giungere all’individuazione di mandanti e assassini, così come riteniamo che rappresenti un nostro dovere morale alimentare nella comunità il ricordo del loro sacrificio. Pasquale Cristiano e Francesco Tramonte vennero uccisi per caso, dunque al loro posto poteva esserci ciascuno di noi, qualunque onesto cittadino che svolgeva con cura e dedizione il proprio lavoro”.
In memoria di Pasquale Cristiano e Francesco Tramonte Libera ha organizzato tre iniziative:
- Il 24 maggio del 2016 ci ritroveremo in località Miraglia, a Sambiase, alle cinque del mattino, ovvero nel luogo e nell’orario della loro uccisione. Prima di ascoltare il ricordo dei familiari, venti cittadini offriranno una loro breve testimonianza.
- Il 25 maggio, alle 11, presso l’auditorium del liceo T. Campanella di Lamezia Terme, Don Luigi Ciotti incontrerà gli studenti ed i familiari di Pasquale Cristiano e Francesco Tramonte.
- Il 30 maggio alle 10, nella Sala Tricolore della Prefettura di Catanzaro, si terrà la cerimonia di premiazione della seconda edizione del Premio Cristiano e del Premio Tramonte. Il Premio Cristiano è riservato alle scuole secondarie di Catanzaro; il Premio Tramonte è riservato alle tesi di laurea sul tema della legalità e del contrasto alle organizzazioni mafiose. I vincitori del Premio Cristiano saranno resi noti durante lo svolgimento della cerimonia, la vincitrice del Premio Tramonte è la dott.ssa Rosaria Anghelone, dell’Università di Pisa. A consegnare i premi sarà Don Marcello Cozzi, Presidente Fondazione Antiusura Interesse Uomo e responsabile Sportelli SOS Giustizia di Libera".
“Quei due giovani uomini caddero durante lo svolgimento del proprio turno di lavoro - ricordano da Libera Catanzaro - vittime casuali di una guerra non dichiarata che non li riguardava e che loro nemmeno conoscevano. Qualcuno direbbe che furono usati come un avvertimento, o che furono danni collaterali di una battaglia che passava sopra la teste della gente comune: non noi, però. Perché per noi la vita che si spezza è solo una vita che si spezza, che come tale chiede unicamente rispetto, memoria e giustizia”. Un delitto rimasto ancora oggi senza giustizia “Ma non senza memoria” rimarcano dal coordinamento provinciale di Libera Catanzaro, a loro intitolato.
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