
Lamezia Terme – Prosegue nella storica cornice di Palazzo Nicotera “Il Maggio dei libri” nella sua sesta edizione a Lamezia Terme. E’ stato Pasquale Allegro – giornalista lametino, con il suo “Collezioni di cielo” a riempire la Sala Perri di emozioni e contenuti. Un romanzo in cui emerge, tra le altre cose, una estrema sensibilità dell’autore, il quale al di sotto del suo cielo e al di sopra del suo ufficio, compie le grandi domande della vita – e qui il salto di qualità letterario – sull’altrove. “Un insieme di acquerelli, questi sprazzi di cielo – commenta bene Daniela Grandinetti ponendo l’accento su domande attente e rivolte anche al mondo della scrittura – un libro da tenersi accanto e da leggere un po’ per volta per gustare il sapore altamente poetico”. E così il Pasquale Allegro che scrive di un giornalista insoddisfatto, ancora immerso nella sua insicurezza, questa sera si dimostra determinato, forse un po’ cresciuto, “perché la scrittura regala anche una certa disciplina” e in essa l’autore trova un piacere da estendere ad un’intera esistenza. ‘Si sente scrittore’, poiché come egli ammette “Sin dal momento in cui attacchi il prezzo al tuo libro per venderlo non puoi non considerarti tale”; si sente abbastanza fortunato in termini di talento – sempre per rispondere alle domande post riflessioni e citazioni di autori e critici letterari della Grandinetti – e considera il talento un dono di natura, una voce che si mescola fino a perdersi nelle sfumature di eco.

“È pure vero che oggi come oggi non si passa più al vaglio, alla critica, non si partecipa più ai premi letterari – dice Allegro – Il mio manoscritto, pubblicato dall’editore con cui lavoro, non ha smesso di mettersi in gioco, passando da numerose agenzie e case editrici”. Ripassando ad argomenti odierni risulta assai palese il dato statistico che rimanda in vetta l’alto numero di scrittori rispetto, invece, al numero di lettori. “Il 4% degli italiani legge un libro all’anno; in Germania questa percentuale raddoppia” – commenta Daniela Grandinetti, chiedendo infine il punto di vista di editing all’autore. “Scrivere è un atto di estrema fiducia ma anche di estremo egocentrismo, il mio lavoro di editing è molto faticoso ma anche soddisfacente, soprattutto perché mi dà la possibilità di sentirmi utile, come una sorta di medico – continua Allegro – e poi il momento più bello, quello di telefonare l’autore per avvisarlo che è pronto, vedere la sua reazione, la sua faccia, la sua emozione”. Ritornando al libro, Pasquale Allegro cerca altri e innumerevoli cieli, una ricerca della verità che verrà a placarsi a seguito della nascita del suo primogenito. “Diventa padre anche chi sa poco di se – commenta l’autore a proposito della sua paternità, qualcosa che cambia la sua vita radicalmente. “L’esperienza insegna”. L’inadeguatezza, l’inquietudine, sembrano essere oggi più sentite in relazione alla contingenza. E così, colui che non vuol essere sentinella di un cielo che non gli appartiene è adesso pronto a comprendere che “Il cielo è sempre lo stesso, mentre sei tu a dover cambiare” – conclude Pasquale Allegro.
V.D.
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