
“Emozioni: trascriverle è arduo, trasmetterle lo è ancora di più”, questo l’incipit del libro di Giovanni Strangis “ L’Archetipo delle Emozioni”, edizioni Photocity.it, presentato nelle sale di Palazzo Nicotera nell’ambito delle iniziative per il Maggio dei libri. Il libro, poliedrico e ricco delle suggestioni culturali più disparate, ha come coautore ed editor Marcello Tedesco, genero dell’autore, il quale ha fatto in questa occasione le veci di Strangis, assente per motivi di salute. Moderatore della serata il professor Tommaso Cozzitorto che ha discusso del libro accompagnato dalle voci di Rossella Mendicino e Giancarlo Davoli che hanno interpretato alcuni brani di prosa e di poesia tratti dal libro.

Si tratta in realtà di un’opera molto difficile da inquadrare o da ricondurre a un genere predefinito: misto di musica, letteratura, filosofia e psicologia “ l’Archetipo delle Emozioni” raccoglie racconti di formazione, poesie, biografie e trasposizioni in versi di opere famose – basti pensare che vi sono contenute ben 444 quartine che traducono in versi i Promessi Sposi . E’ tuttavia, secondo le parole di Cozzitorto “un’opera unitaria e armonica” in cui le varie parti si completano a vicenda senza discordanze di tono, come in un disegno delineato a chiaroscuro. Cozzitorto lo definisce ancora “un libro complesso, di ricerca”, scritto da un autodidatta che ha evidentemente saputo sorprenderlo per la padronanza della lingua e del metro ma anche e soprattutto per l’umiltà e l’eleganza nel porgere la materia poetica e prosastica. Il moderatore ha inoltre sottolineato nell’opera di Strangis il ruolo immanente della Natura, e quello della cultura come forza attiva che si esplica nella curiosità insita in ogni uomo : una cultura capace non solo di produrre bellezza ma di rendere liberi. Tedesco ha soprattutto evidenziato in Strangis lo sforzo cognitivo di un uomo da sempre dedito alla ricerca del sapere, nonostante i problemi alla vista che hanno richiesto il suo supporto per il completamento dell’opera, ma anche lo straordinario appagamento, tipico di ogni scrittore, nel vederla finalmente realizzata".
G.D.S.
© RIPRODUZIONE RISERVATA