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Lamezia Terme - Una Calabria che soffre le sue criticità quella fotografata nel nuovo libro di Filippo Veltri, presentato da Costantino Fittante e Antonio Chieffallo a palazzo Nicotera in un seguito appuntamento del Maggio dei libri. “La Calabria Dolente 2.0” è una raccolta degli articoli usciti sul Quotidiano del Sud negli ultimi tre anni a firma del noto giornalista e scrittore, e rappresenta il sequel di un lavoro precedente, uscito nel 2013. Un sequel creato con l’intento di strutturare un confronto fra due momenti storici diversi, in condizioni che si suppongono diverse, specie in una regione che ha bisogno di crescere. Purtroppo, come presto emerge dal dibattito, ciò che risulta dal confronto è che l’evoluzione positiva non si verifica, ed è difficile stabilire cause o rimedi. L’obiettivo dell’analisi  è “ aprire gli occhi e farli aprire ”, e rispetto a questo l’Autore è molto chiaro :“ Il problema – dice espressamente – riguarda tutti, anche se con gradi di responsabilità diversi. L’unica cosa che mi sento di dire è che ognuno dovrebbe fare il proprio dovere, con chiarezza e onestà intellettuale.

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E senza chiedersi se gli altri lo fanno.” Strutturato, come il precedente, in tre sezioni – Sud, Politica e Mafia – il libro di Veltri è una carrellata di eventi e personaggi che attraversano in lungo  e in largo la regione, con riferimenti anche alla politica nazionale – frequenti le critiche al Governo Renzi, di cui comunque vengono apprezzate le posizioni sul tema scottante dell’immigrazione. Numerosi, naturalmente, anche i riferimenti a Oliverio, di cui viene riconosciuta l’onestà, ma al quale viene anche mosso un rimprovero : “La lentezza, non solo e non tanto amministrativa e burocratica, ma nel comunicare il cambio di marcia che avrebbe dovuto segnare la sua elezione.” Forte il messaggio contro la connivenza e il silenzio di fronte alle mafie, contro gli errori dell’antimafia, e il dubbio, rispetto alla situazione Lametina, che l’esempio importante dell’amministrazione Speranza non trovi sufficiente seguito, con pericolose conseguenze a lungo e medio termine. La necessità primaria è quella di un “governo sano” della cosa pubblica ma anche la partecipazione a livello nazionale rispetto alle vicissitudini di una terra che ancora affoga nelle sue difficoltà. “ Da soli non possiamo farcela” – dice Veltri, alla luce di un’esperienza che lo vede impegnato nel giornalismo fin dagli anni ’70, quando fu fra i fondatori del quindicinale “Questa Calabria”, poi inviato dell’Unità e autore di numerosi lavori che lo portano a conseguire fra gli altri i premi Silla, Lo Sardo, Gerbera Gialla.

Giulia De Sensi

 

 

 

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