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Lamezia Terme - Consueto appuntamento seminariale della Scuola estiva di alta formazione “Francesco Fiorentino”, fondata dall’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, in collaborazione con il Liceo classico e con l’impegno del Comune di Lamezia Terme. Dal 25 al 27 settembre, alle 17:00, nella Sala Polivalente del Liceo classico, Giuseppe Gembillo, Fabiana Russo, Giuseppe Giordano, docenti del Centro Studi di Filosofia della Complessità “Edgar Morin” presso l’Università degli Studi di Messina, tratteranno il passaggio epocale nella storia del pensiero e della   politica tra la fine del secolo scorso e l’inizio  del Terzo Millennio, appunto Dalla politica ideologica alla politica complessa. In estrema sintesi: la trasformazione della politica con nuove visioni e prospettive. Questa volta la filosofia della complessità interpreta anche le contingenze politiche degli ultimi decenni. Dà inoltre una risposta alla crisi o alla instabilità di partiti, movimenti e governi partoriti dalle ideologie del Novecento. Edgar Morin, filosofo della complessità, ha già letto, con largo anticipo, il cambiamento. Lo studioso parigino in Autocritica, la sua autobiografia intellettuale, pubblicata nel 1959, racconta il superamento della sua visione ideologica, considerata in ogni caso momento importante, passando dal marxismo al liberalismo, dalla certezza positivista, all’incertezza che ci consegna la storia.

Il professore Giuseppe Gembillo, coordinatore dei seminari della Scuola, giunta al diciassettesimo anno di attività, nel saggio “Il liberalismo e la scienza” mette in evidenza l’importanza dell’autocritica del pensatore francese perché “segna il vero punto di svolta dal dogmatismo teoretico e politico al liberalismo”. Il docente messinese evidenzia gli “originalissimi momenti autobiografici” del filosofo d’oltralpe che, attraverso l’esame di coscienza critica, riesce a vedere la caduta fideistica dell’ideologismo totalitario. E allora, partendo dall’Autocritica, bisogna muovere i primi passi per l’antropolitica, la politica dell’uomo con l’ausilio dell’ecologia dell’azione, la quale dovrà condurci verso un nuovo Liberalismo. Innanzitutto viene tenuto a debita distanza ogni tipo di totalitarismo e rientra nel suo ruolo indispensabile la laicità dello Stato. Non a caso la prima lezione, a cura del professore Giuseppe Gembillo, verterà su Antitotalitarismo e laicità dello Stato. Nel contempo si è consapevoli del fallimento del liberismo e del consumismo e si va alla ricerca di una nuova democrazia che abbia dei fondamenti etici. Hans Kelsen, giurista e filosofo austriaco del Novecento, alla democrazia diretta preferisce quella rappresentativa, anche se si corre il rischio di cadere nella finzione della rappresentanza, e all’unanimità sceglie il principio di maggioranza. Sarà la democrazia dei partiti, dei movimenti entro cui si riuniranno i cittadini in base ai loro interessi e idealità. E di Equilibrio dei poteri e democrazia rappresentativa parlerà Fabiana Russo. Concluderà i lavori del seminario Giuseppe Giordano che discuterà di Economia qualitativa e territorialità legale.

Per lo studioso si ha qualità se l’economia mantiene i legami con la filosofia e con l’etica che ne è parte imprescindibile. Sia Adam Smith che Karl Marx  hanno tenuto presente tali collegamenti. Ma poi si è inaridita con l’avvento del Positivismo, quando è diventata scienza autonoma, matematizzandosi. A tal riguardo non mancano le citazioni in Economia, etica, complessità. Mutamenti della ragione economica, opera del docente siciliano, pertinente alle tematiche su cui si relazionerà nelle giornate settembrine, dove, in particolare, viene ricordato John Rawls, filosofo statunitense; la sua teoria della giustizia potrebbe essere utile nella difficilissima congiuntura che stiamo attraversando a livello globale, caratterizzata sopratutto da deficit etico. Vuole un contratto sociale eticamente fondato sulla libertà di ciascuno e di tutti. E questo sarebbe il principio di uguaglianza; ma allo stesso modo considera fondamentale il principio di differenza ritenendo legittime unicamente le disuguaglianze che tornino a beneficio dei più svantaggiati. Insomma le ineguaglianze devono migliorare la situazione dei più svantaggiati, al fine di creare una società fondata sulla solidarietà di cittadinanza. In conclusione, avremo modo di seguire le lezioni di filosofia, politica ed economia, interconnesse, frutto della ricerca universitaria più aggiornata, in grado di interpretare la nostra realtà problematica e complessa.

Pino Gullà

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