
Lamezia Terme, 16 gennaio – “Anteprima Anthurium”. Questa la definizione resa dall’addetta stampa Maria Giovanna Notarianni (gli altri due sono Maria Scaramuzzino e Tommaso Cozzitorto) per quel che riguarda il Premio Anthurium, giunto quest’anno al quarto di secolo. “Un traguardo insperato per un territorio come il nostro” ha precisato il presidente Francesco Ruberto che ha ringraziato il sindaco ma in particolar modo il vicesindaco Francesco Cicione “per il suo importante apporto alla concreta realizzazione del Premio in un anno non facile per le casse comunali”. Per Ruberto il Premio, che ha ricordato nasce da una felice intuizione di Cesare Mercuri, è stato possibile grazie alla collaborazione di tanti, come Alberto Grandinetti, la professoressa Vincenzina Purri e Luigi Albanese, tanto per citare alcuni tra i presenti oggi alla conferenza stampa del Premio che si svolgerà questo sabato. Ruberto, nella sua breve presentazione, ha inoltre voluto rimarcare il carattere e l’aspetto storico. “Si tratta – ha specificato – di una di quelle manifestazioni culturali del nostro territorio cui aggiungere la matrice storica”. Il sindaco, dal canto suo, ha voluto ricordare che il Comune ha voluto celebrare degnamente questo quarto di secolo compiuto dall’Anthurium anche perché negli anni, da “serata di socializzazione e di curiosità” ha assunto e si è caratterizzato “per la qualità delle premiazioni. I premi sono belli – ha specificato - ma sono in qualche modo inflazionati. L’Anthurium rimane a livelli scientifici, di selezione e qualità che vanno oltre Lamezia e la Calabria ed è questa la sua vera forza”. Il vice sindaco Cicione prendendo la parola ha voluto ancor meglio specificare un altro punto di forza del Premio che è quello della “testimonianza. Le persone premiate negli anni hanno portato al pubblico la loro personale testimonianza di valori, idee, esperienze e modi di essere in modo da implementare sul piano personale e civile”.

Ed è il vice sindaco ad annunciare come tra i premiati nel pomeriggio di sabato ci sarà anche il “teatro e la stagione di prosa lametina, la prima a livello regionale come abbonamenti ed unica per essere sovvenzionata da fondi pubblici, comunali in un periodo di tagli alla cultura”. Ad essere premiati saranno Zuzzuro e Gaspare in scena al Politeama proprio la sera di sabato a nome di tutte le compagnie che si sono susseguite nelle varie stagioni di Prosa negli anni precedenti. Un Premio che quest’anno è stato realizzato in terracotta e con le sembianze di un volto di donna cinto da un diadema in lamina d’oro 22 carati, lo stesso diadema ritrovato a Sant’Eufemia Vetere sulle vestigia della sepolta Terina e che ora è esposto al British Museum di Londra, il tutto frutto dell’arte dei fratelli Nicola e Rocco Purri. Una giornata, quella di sabato, all’insegna della cultura e dell’ingegno degli uomini che hanno reso lustro alla nostra terra con le loro opere ed il loro lavoro. S’inizierà dunque già la mattina di sabato presso l’Istituto per Geometri con Nicola Gratteri e Antonio Nicaso,un incontro “dedicato agli alunni ma aperto a tutti” per poi proseguire nel pomeriggio presso la sala conferenze del Comune in via Perugini in cui i premiati saranno: la Conferenza Episcopale Calabria, Nicola Gratteri, Antonio Nicaso, l’Istituto Tecnico Industriale “Fermi” di Fuscaldo, Fernando Muraca, Maria Letizia Lazzarini, l’Ordine degli Avvocati di Lamezia, il Tribunale di Lamezia che ha da poco festeggiato i 150 anni di presenza sul nostro territorio, il Teatro e la Stagione di Prosa lametina. Tra gli interventi, quelli del professor Saverio Di Bella mentre per la musica e la poesia ci saranno Alfonso Venoso, Enza Mirabelli e la Polifonica Aulos. Un traguardo importante, dunque, per un Premio, l’Anthurium, che caratterizza e fa andare oltre la cultura a Lamezia.
Virna Ciriaco
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