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Lamezia Terme - Si è tenuta la prima lezione del ciclo “Con la Costituzione sui banchi di scuola” organizzata dal circolo lametino di Libertà e Giustizia all’Istituto professionale “L. Einaudi” di Lamezia Terme con la docente Gianfranca Bevilacqua e il resto del corpo docenti della scuola. “L'operaio conosce 100 parole, il padrone 1000, per questo è lui il padrone. Insomma, più parole conosci più sarai in grado di difenderti”. Con le parole di Don Milani, Mario De Grazia, coordinatore del circolo lametino di Libertà e Giustizia ha introdotto la lezione sulla Costituzione rivolta agli studenti dell’Istituto professionale “Einaudi”.  “Le regole servono a tutti i cittadini - ha spiegato De Grazia - ma soprattutto ai meno abbienti, perché il ricco e il forte hanno già i mezzi per imporsi. Sono quindi i cittadini più deboli che hanno bisogno di leggi e regole”. Da qui l’importanza e la necessità di vivere in una società organizzata attraverso regole, senza le quali sarebbe impossibile vivere nell’eguaglianza. E la Costituzione è la legge fondamentale che stabilisce le regole basilari della democrazia, cui le altre leggi e i regolamenti nazionali e regionali devono ispirarsi.

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Conoscere e saper riconoscere i propri diritti rende liberi. La cultura, dunque, rende cittadini più consapevoli e pronti a difendersi dai soprusi e dalle ingiustizie. L’importanza del lavoro, dell’uguaglianza di fronte alla legge, del voto, della libertà di espressione. Questi alcuni degli argomenti trattati nel corso della lezione che hanno stimolato la partecipazione degli studenti alla discussione. L'obiettivo era quello di suscitare nei giovani curiosità, senso critico e consapevolezza del proprio ruolo di cittadini attivi. All’evento ha partecipato anche la docente di Diritto privato presso l’università Magna Graecia di Catanzaro, Aquila Villella. Poi un momento di riflessione sulla crisi politica che sta attraversando l’Ucraina e la guerra civile che ha portato alla morte di tanti cittadini. A prendere la parola è stata una studentessa ucraina che ha auspicato la fine del conflitto nel proprio Paese, nella speranza in una rinascita dalle ceneri con una nuova Costituzione, così come fatto dall’Italia nel secondo Dopoguerra. La stessa ragazza ha poi mostrato una sua piccola opera fotografica: il viso di una donna con le fattezze ucraine ridotto ormai a un teschio: la soppressione e la negazione dei diritti del popolo ucraino che porta alla morte della nazione.

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