
Lamezia Terme – “Chi ha sbagliato più forte - le vittorie, le cadute i duelli dall’Ulivo al Pd”. È il titolo dell’ultimo libro del giornalista Marco Damilano. Il volume è stato presentato dal Circolo Sel lametino presso l’auditorium del Liceo Campanella. L’autore presente durante il dibattito è stato intervistato dal giornalista Gianfranco Manfredi e dal giovane Salvatore D'Elia. Il libro vuole raccontare in modo netto e chiaro, tracciandone un quadro preciso, gli ultimi 20 anni del centrosinistra facendone risaltare anche le responsabilità dei suoi gruppi dirigenti, si tratta di un’indagine giornalistica accurata. Marco Damilano, che ha già, questa mattina, dialogato con gli allievi del ‘Campanella’, riguardo alle sue esperienze e le sue considerazioni riguardanti la professione giornalistica, inizia il dibattito dopo la proiezione di alcuni video, mostrati poi anche nel corso dell’evento sull’operato della politica del centro-sinistra negli ultimi 20 anni, che ben la rappresentano.
Il giornalista Manfredi parlando del libro spiega che: “Il libro non è una disanima fredda e distaccata, ma si tratta di un racconto, una cronistoria di politica italiana del centro sinistra negli ultimi 20, anni dal 1993 al 2013, con tutti i suoi personaggi descritti nel bene e nel male. Per la prima volta viene, quindi, scritta la storia del centro sinistra italiano della seconda repubblica; quasi un western con i buoni e i cattivi”. Secondo Damilano, “stando a Nanni Moretti (del quale è stato proiettato un breve video) i buoni e i cattivi sono gli elettori del centro sinistra che fanno la fila per votare anche alle primarie e vanno alle elezioni, i cattivi invece sono quel tipo di dirigenti di centro-sinistra, che hanno ben poco di sinistra; dirigente questo, che ha un’idea conservatrice della realtà e pensa che l’Italia sia un Paese dove non si possa cambiare nulla. Si può andare al potere solo alleandosi con un ‘pezzettino’ di destra. Concezione di politica questa, che è stata pagata cara dal centro-sinistra”.

Si parla anche di gap, una distanza generazionale, (tema introdotto dal giovane d’Elia) dove Damilano afferma che: “In questi 20 anni contornati da errori del centro-sinistra è stata consegnata ai giovani un’Italia con tanti problemi; problemi che impediscono e ostacolano il dialogo fra giovani e centro-sinistra, portandoli a non fidarsi del politico e del partito politico perché non trovano in questi una ‘stabilità’, riferendosi anche ai vari cambi di casacca avvicendatisi in 20 anni di politica e che continuano tuttora”. “Ora - continua Damilano - abbiamo bisogno di qualcosa di stabile e i partiti devono essere un fine per cambiare in meglio la società, uno strumento per governare meglio”. Risponde poi a una domanda Damilano inerente i 101 che hanno tradito Prodi: “Questi sono ancora in Parlamento pronti ad affossare la riforma della legge elettorale, ma sono anche l’autobiografia del centro-sinistra. Politica significa consenso e responsabilità, ma se i politici non sono stati eletti da un certo partito, non hanno nessuna delle due cose. Ma fare entrare, con le larghe intese, i non iscritti, i non invitati, nel centro-sinistra, ha permesso loro di salvarsi e ‘vincere’. La sinistra in pratica ha vinto quando si è aperta ai non invitati”.Termina Damilano: “Nel libro ci sono le mie antipatie e le mie simpatie, diffido di un giornalismo che non vuole dire da che parte sta o che è solo opinioni”.
Francesco Ielà
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