
Lamezia Terme – Si è conclusa, presso la sala del Parco Peppino Impastato, la seconda edizione della rassegna resistente verso il 25 Aprile “Scarpe rotte, eppur bisogna andar” del Collettivo Casarossa 40 di Lamezia Terme. Un cartellone di sei appuntamenti che ha visto ampia partecipazione e ha toccato tematiche differenti ma tutte collegate al concetto di ‘resistenza’. La rassegna, aperta ufficialmente con Don Saverio Ferrari e il suo libro ‘I denti del drago’, sull’internazionale nera, è proseguita tracciando discorsi imperniati su ‘Carcere, repressione e resistenza’. A dare un forte impatto sulla tematica delle carceri, il ‘Collettivo Olga di Milano’, che si occupa di sensibilizzazione a proposito delle condizioni carcerarie, offrendo libri a cadenza semestrale e attuando varie campagne contro il 41bis esteso. Cosimo Quaranta, del coordinamento pugliese per il Kurdistan, e Alessandro Pullara del coordinamento romano per il Kurdistan, hanno invece allargato il tema della resistenza al ‘Mediterraneo’. Penultimo appuntamento invece incentrato sullo sport popolare, come forma di inclusione sociale.

Nel presentare l’evento Gennaro Montuoro spiega l’esigenza da cui sono partiti per rendere concreta questa seconda edizione della rassegna. “È necessario contestualizzare la fase storica e politica della resistenza e andare oltre i revisionismi”. A concludere, l’autobiografia di uno dei leader della ‘Volante Rossa’, organizzazione rivoluzionaria formata a ridosso della liberazione la quale ha garantito il mantenimento degli ideali della resistenza e dell’antifascismo militante degli anni successivi. A parlarne Massimo Recchioni, autore romano del libro “Ultimi fuochi di resistenza, storia di un combattente della Volante Rossa” edito Derive Approdi. La testimonianza orale di Paolo Finardi è un documento di eccezionale importanza storica. Con una prosa lineare e chiara viene narrata una vicenda umana che esemplifica le passioni e i furori politici nell’Italia della transizione democratica, ma anche le contraddizioni etiche di una militanza comunista immersa nella realtà sociale e politica dei paese del blocco socialista negli anni della guerra fredda. “Da anni mi occupo di storie di resistenza scomode, per molti ai margini, borderline. Le storie difendibili diventavano poche e i partigiani difendibili secondo la politica degli ultimi anni sono morti” – dice Recchioni, il quale sin da subito chiarisce le idee a proposito di una ‘destra’ che ha gettato fango sulla resistenza e di ‘sinistra’ che non ha fatto il suo. (Violante, Veltroni, Fassino). Sicchè la destra ha riscritto, a proprio piacimento, la storia della resistenza.
Il libro nasce da un racconto di emigrazione dell’autore in Cecoslovacchia, ora Repubblica Ceca, a seguito della quale vien fuori la storia di emigrazione politica di tanti altri uomini del dopo guerra. C’è dentro l’esperienza di un giovane partigiano, zona est di Lambrate, del gruppo operaio, con la conseguente deposizione delle armi da parte di altri compagni dopo la fine della guerra. Da lì, l’occupazione della casa del fascio a Lambrate e la futura costruzione della ‘casa del popolo’, poi divenuta sede della Volante Rossa. Massimo Recchioni ricostruisce tutta la vicenda storica politica del dopo guerra con all’interno tutte le contraddizioni e le vicende dei servizi segreti che sono “erroneamente definiti servizi segreti deviati” – spiega Recchioni. “Questa è la storia della Repubblica Italiana, dove il fascismo, da sempre alleato alla borghesia, è da questa tenuto calmo e dorminte per i momenti di bisogno" - dice l’autore. A concludere la serata in musica Aldo Ferrara e Maria Grazia Scarfò, entrambi di Catanzaro, e una cena sociale organizzata dal Collettivo Casarossa40.
V.D.

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