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Lamezia Terme – L’incontro ''Fuori dalla stanza tutta per sé - La Scrittura delle donne in Calabria” è stato un’occasione di appassionato confronto, fra donne e non solo, intorno a temi attuali come la letteratura e l’appartenenza di genere, l’incontro “La Scrittura delle donne in Calabria” promosso dalla scrittrice e docente Daniela Grandinetti e dall’editrice e giornalista Annamaria Persico, in una gremita sala conferenze del Chiostro San Domenico. Ospiti speciali della serata, moderata dalla giornalista Maria Scaramuzzino, la scrittrice Maria Rosa Cutrufelli, autrice di un saggio sull’argomento, “Scrivere con l’inchiostro bianco”, e la giornalista e scrittrice Annarosa Macrì, autrice di un romanzo, “Corpo estraneo”, nel quale donna e scrittura sono protagoniste. Con loro sono state invitate all’evento altre scrittrici calabresi, chiamate a parlare della propria esperienza e visione di genere, fra cui Daniela Rabia, Eliana Iorfida, Giulia De Sensi, Merilia Ciconte, Giusy Staropoli Calafati, Nuccia Benvenuto, Daniela Lucia.

“Siamo diventate da oggetto a soggetto di scrittura ma scriviamo ancora in una lingua dominata da un immaginario maschile. Dobbiamo diventare soggetto anche della nostra immaginazione.” – dice la Cutrufelli, nel cui saggio l’inchiostro bianco del titolo, richiamando una frase della scrittrice Helene Cixous, rappresenta il latte materno. Iniziative come questa non possono che favorire questo processo, e ci tiene a sottolinearlo Annarosa Macrì. “Non si è mai fatta una cosa del genere in Calabria”, dice infatti parlando dell’evento e ricordando il difficile percorso dell’affermazione delle donne in ambito letterario, anche e soprattutto in questa regione. Anche la blogger e scrittrice Ippolita Luzzo offre lettura di alcuni brani inerenti la condizione della donna dal suo recente lavoro “Pezzi”, mentre arrivano i saluti dell’assessore regionale alla cultura Maria Francesca Corigliano. Presenti in sala il sindaco Mascaro e l’assessore alla cultura Cicco. “Dobbiamo riuscire a creare una società e un futuro nel quale tutti siamo sullo stesso piano e abbiamo le stesse opportunità”, dice il sindaco.

Caleidoscopica la varietà dei punti vista espressi in sala, concordi però sul fatto che molta strada si è fatta ma molta ne resta da fare. Rimane la necessità di riuscire ad esprimere al di là delle etichette la normalità della vita, per la quale da sempre le donne hanno occhi e sensibilità speciali.

Giulia De Sensi 

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