
Lamezia Terme - Mercoledì 25 maggio, alle ore 17,30, presso l’Università della terza età (UNITER) di Lamezia Terme in via Misiani, sarà ricordato il bicentenario della morte di Gioacchino Murat con una conferenza dello storico Vincenzo Villella. Il relatore esporrà la tragica vicenda finale di Murat dall’8 ottobre 1815 (giorno della sua cattura a Pizzo) al 13 ottobre (giorno della sua esecuzione capitale per fucilazione) alla luce della documentazione conservata nell’Archivio Borbone di Napoli, sconosciuta all’opinione pubblica. In particolare, evidenzierà il ruolo avuto dalla popolazione di Pizzo nella cattura di Murat.
"L’accoglienza ostile a Murat da parte del popolo di Pizzo trova conferma in diversi documenti da cui risulta che, all’indomani dell’esecuzione del re francese, una delegazione di amministratori e cittadini partì per la corte di Napoli a chiedere al re la ricompensa per il servizio prestato. Il re con un apposito decreto concesse a Pizzo il titolo di città fedelissima, l’abolizione delle gabelle, l’annuo assegno di 3000 ducati e la concessione di sei rotoli di sale ad ogni singolo abitante. Inoltre medaglie d’oro e titoli onorifici a quanti, amministratori e militari, avevano preso parte attiva all’operazione contro Murat.
Lo storico Villella traccerà anche la figura politica di Murat, personaggio di primo piano nella storia italiana, dal cui proclama di Rimini, secondo la recente storiografia, è nato formalmente il Risorgimento. Inoltre risponderà alla domada che ancora oggi tutti si pongono e cioè se il corpo di Murat è stato trovato, se si trova ancora a Pizzo dove nei giorni scorsi è stata avviata la procedura per l’esame del dna dei presunti resti del re di Napoli dal 1808 al 1815".
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