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Lamezia Terme - Da msn a whatsapp, passando da myspace, facebook, twitter, Istagram: passa un mondo e la sua spasmodica evoluzione nelle parole dei relatori del convegno-dibattito organizzato da Italia Nostra onlus dedicato al tema “La Comunicazione al tempo dei Social”, in occasione del quale è stato presentato e discusso il libro del giornalista e scrittore Antonio Cannone “Gli Intrusi – Fascino mortale”, edito da Città del Sole, che affronta il tema in maniera originale articolando una trama d’ispirazione neorealista attorno al futuribile destino di quel mondo. All’introduzione, curata dal presidente dell’Associazione Giuseppe Gigliotti, hanno fatto seguito gli interventi dei soci Antonio Butera e Fiore Isabella, incentrati sul lavoro di Cannone. Un lavoro che lascia senza dubbio intravedere ingredienti singolari : un farmaco capace di garantire l’immortalità al genere umano, un virus pilotato e indotto capace di sterminarlo, un potere centralizzato e oscuro che controlla totalmente attraverso i mezzi di comunicazione un’umanità inane, impegnata soltanto, secondo Isabella, a “consumare la parola chiave dell’oggi” - perché, considerando che l’obiettivo nobile della gloria è stato da tempo sostituito da quello più futile della celebrità, “gli eroi del nostro tempo sono quelli del tempo libero”.

Ma non è solo questo il problema. Infatti Gigliotti s’interroga primariamente sullo smarrimento del senso etico della parola “amicizia” e sulla negligenza di ciò che interessa l’incontrarsi, ovvero l’aspetto “fisico” delle relazioni sociali, in una virtualizzazione a volte esasperata che interessa ormai tutti gli aspetti del vivere. Nonostante questo, quasi per una forma di reazione inversa, sono proprio gli istinti primordiali a fare da padroni nel libro di Cannone – quelli che Butera tecnicamente definisce “paleoencefalici” – con esiti inattesi di parziale redenzione. In realtà l’autore sembra lungi dal voler demonizzare un fenomeno riconosciuto unanimemente come inarrestabile ma si limita a proporre un utilizzo più sano dei social, onde evitare catastrofici effetti collaterali che il suo libro sembra quasi voler esorcizzare. Intanto sembra già previsto un seguito.

Giulia De Sensi

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