
Lamezia Terme - Mercoledì 21 ottobre 2015 alle 17.00 si svolgerà il convegno con seguente mostra, ‘Centenario della morte del Col. Arturo Cassoli - Per ricordare la grande eredità morale di un eroe della Prima Guerra Mondiale’. Il 21 ottobre saranno, infatti, cent’anni da quel 21 ottobre 1915 nel quale, colpito da due granate perse la vita in combattimento il Col. Arturo Cassoli, comandante del 142° Reggimento della Brigata Catanzaro. Il Col. Cassoli, insignito poi di medaglia d’oro al valor militare, lasciò una traccia indelebile in tutta la Calabria, per la considerazione e la stima di cui godeva tra la popolazione e le istituzioni, come si desume dalle notizie che ebbero vasta eco sulla stampa dell’epoca. Lamezia Terme ha una ragione in più per celebrare questo ricordo per il particolare valore identitario, essendo il Col. Arturo Cassoli nonno materno di Arturo Perugini (figlio di Anna Cassoli e di Basilio Perugini), fondatore della Città. Vengono perciò promossi dall’associazione “Impegno Civico”, con il patrocinio morale del Comune di Lamezia Terme e del Comune di Curinga, una mostra e un convegno dal titolo: “Centenario della morte del Col.Arturo Cassoli - Per ricordare la grande eredità morale di un eroe della Prima Guerra Mondiale”. L’iniziativa ha lo scopo di far conoscere alla società civile una pagina fondamentale della storia e salvare dall’oblio quella trama di valori e principi che sotto il nome di Arturo Cassoli, anche attraverso Arturo Perugini, hanno fatto parte del percorso identitario che ha portato Lamezia a essere espressione ideale di una visione “unita” e “nuova”.
La vicenda militare e quella umana del Colonello Cassoli, originario di Ferrara, ebbero importante sviluppo sia perché scelse la Calabria come terra di adozione, nella quale formò la sua famiglia integrandosi nel suo tessuto sociale, sia perché vi prestò apprezzato servizio per lunghi anni e si dedicò, alla fine della sua carriera, alla formazione, all’addestramento ed al comando del 142° Reggimento della Brigata Catanzaro, alla cui testa perse la vita. I contributi di Mario Saccà e Lucio Leone, ci aiuteranno a mettere in luce il profilo e la personalità di Cassoli con le tracce della storia nel tempo presente. Ancora di più la testimonianza di Basilio Perugini ci farà volgere indietro lo sguardo al passato ritrovando nei diari di Cassoli, negli oggetti che gli sono appartenuti, nelle foto che portano l’impronta dei fatti, il filo di un racconto che avrà il calore di un’esperienza di guerra non calata dall’alto ma vissuta e partecipata con totale dedizione e spirito patriottico. Di quell’istante, di quella morte e dei fili che si intrecciano con la nostra storia, e le vicende di altri uomini valorosi come Elvidio Borelli, di quella partecipe unione, di quel grande tributo di vite abbiamo il dovere di serbare il ricordo, quale monito prezioso per il futuro. La mostra, con un percorso allestito grazie alla collaborazione fattiva dell’Associazione Archeologica, negli spazi comunali del Museo, al primo piano del San Domenico, restituisce l’essenza di una narrazione che suggerisce non poche emozioni e non pochi spunti di riflessione e ricerca aperte in modo particolare alle scolaresche e alle future iniziative delle amministrazioni pubbliche. L’importante manifestazione, cui hanno aderito le autorità civili e militari è accreditata quale progetto rientrante nel Programma ufficiale delle commemorazioni di interesse nazionale, in particolare del Centenario della prima Guerra mondiale di cui è stato concesso il logo ufficiale.
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