
Lamezia Terme - Si inscrive nel progetto denominato “La misura della radioattività naturale nel territorio di Lamezia Terme”, creato in sinergia da Arpacal e Aneas, il seminario di formazione presso l’Istituto Tecnico per Geometri incentrato sui rischi del gas Radon e le strategie di prevenzione, finalizzato ad illustrare il problema ai futuri addetti ai lavori. Dopo i saluti della dirigente Patrizia Costanzo e del vicepresidente Aneas Salvatore Saragò, una breve presentazione dell’Associazione Nazionale Esperti ed Addetti della Salute e della Sicurezza nei Luoghi di Lavoro da parte di Andrea Falvo, membro degli organismi di vigilanza dell’Associazione, la parola è passata a due esperti del settore, il geologo Michele Folino Gallo del Servizio Tematico Suolo e Rifiuti di Arpacal, e il fisico Salvatore Procopio del Servizio Radiazioni Ionizzanti Arpacal, vicepresidente Airp e coordinatore del comitato tecnico scientifico di Aneas.
Gli esperti hanno interagito con i giovani ascoltatori presentando i rischi poco conosciuti di un gas nobile radioattivo presente quasi ovunque nel sottosuolo, che si concentra soprattutto nei luoghi chiusi e seminterrati e che dunque abitualmente inaliamo, laddove non vengano prese le dovute contromisure abitative. Il radon, che deriva dall’uranio e da origine ai radionuclidi del polonio, è un cancerogeno di gruppo uno e fonte di radiazioni ionizzanti, costituisce più del 50% della radioattività che ogni giorno assorbiamo e rappresenta la seconda causa di tumore ai polmoni dopo il fumo di sigaretta. I rimedi da prendere per la messa in sicurezza delle abitazioni già esistenti sono in realtà molto banali e vanno valutate caso per caso: è innanzitutto necessario areare molto spesso i locali evitando il ristagno dell’aria, eventualmente con un sistema di ventilazione indotta. Poi sistemi appositi di isolamento e di pressurizzazione e, per le case in costruzione, appositi vespai da applicare alle fondamenta.
Giulia De Sensi
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