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Lamezia Terme – Stampe risalenti al Cinquecento e al Seicento che appartenevano fra gli altri uomini di chiesa, ad un parroco di Amato, don Tommaso De Sacco, scritti in latino e alcuni, solo due in particolare, una Bibbia e una tavola di logaritmi scritti in francese, sono stati ritrovati nell’archivio diocesano lametino ed esposti al museo diocesano. I libri, inoltre, risultano stampati all’estero, pertanto certificano un probabile rapporto culturale della nostra città con l’estero già a partire dal Cinquecento. A relazionare in merito allo storico rinvenimento, nel convegno: ‘un’insolita macchina del tempo volumi e documenti inediti dell’archivio storico diocesano’, sono stati don Adamo Castagnaro che ha presieduto l’incontro al posto vescovo Luigi Cantafora impegnato con le cresime. “Non stare con le mani in mano” è stata l’esortazione di don Adamo, perché solo cercando e muovendosi si può “suscitare la giusta curiosità che, unita a un pizzico di fortuna, aiuta a trovare e scoprire qualcosa di importante e, l’archivio diocesano è il luogo più adatto ad apprendere tante cose”. Sull’importante e fondamentale ruolo di carattere anche conoscitivo di un archivio ben strutturato ha relazionato il direttore dell’archivio diocesano Giancarlo Leone: “L’archivio non è quel luogo buio e polveroso frequentato solo da appassionati di cose antiche, ma si tratta di un luogo di cultura di primaria importanza, una ‘macchina del tempo che ci permette di trovare notizie inerenti il vissuto di una chiesa e della sua comunità parrocchiale, queste notizie possono essere simpatiche ma anche forti come quelle che riguardano terremoti, fucilazioni ecc…” con un archivio quindi si può ricostruire il passato di una comunità e “se conosco il passato posso conoscere il presente per poi proiettarmi al futuro”.

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Ed è sul futuro degli archivi che prosegue il dibattito, a farlo con il suo intervento è il direttore del museo diocesano Francesco Paolo Emanuele il quale ha specificato come sia rilevante incentivare e aggiornare l’archivio in un mondo che ora punta al tecnologico perché, rifacendosi alle parole di don Leone, “bisogna costruire un presente migliore per avere un futuro migliore”, “sono dunque necessari interventi per rendere un documento disponibile a tutti, pertanto bisogna rispondere alle nuove esigenze della società” Emanuele ha richiamato ed elogiato la figura di Don Bonacci che è riuscito a dare “una giusta catalogazione a libri e documenti”. La dottoressa Antonella De Vinci ha invece esposto una meritevole relazione sui suoi approfonditi studi sulla figura di Tommaso Campanella delucidandone alcuni appunti che portarono alla congiura contro il frate domenicano. Un altro contributo nell’ambito della ricerca documentale è stato fornito dal dottor Nadir Mauro, il quale ha rimarcato come questi libri e documenti contengano spille e glosse che ne certificano la datazione e l’originalità. “Dello stesso don Tommaso De Sacco, Cappellano maggiore della cattedrale di Nicastro, sono state ritrovate ricorrenti diciture, e allo stesso modo, un altro nome ricorrente è quello di Giovanni Buonaventura.

Un video realizzato nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro da alcune classi del liceo scientifico Galileo Galilei, ha fatto vedere attraverso un excursus storico, Lamezia e le opere presenti nelle sue chiese e quelle custodite nel museo diocesano lametino. E’ poi seguita per i presenti al convegno, la visita guidata alla mostra al museo diocesano che esporrà sino al 16 giugno alcuni documenti inediti e di pregio del patrimonio librario dell’archivio.

Francesco Ielà

 

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