
Lamezia Terme - “I partiti politici cambiano e non solo in Italia. Questo avviene perché cambia la società” Lo sostiene Vittorio Mete, ricercatore di Sociologia dei Fenomeni politici presso l'università Magna Grecia di Catanzaro, intervenuto al dibattito a Palazzo Nicotera sul tema: Democrazia Partiti Partecipazione, organizzato dal circolo Libertà e Giustizia. “Insieme all’analisi - secondo Mete - si danno oggi a questi temi anche dei giudizi. E la commistione dei due piani non è proficua.” Nel corso del dibattito si è anche parlato di Costituzione, di antipolitica e di partiti. Per il ricercatore “i partiti non sono in crisi, ma lo è un modello di partito. Quello ideologico di massa. Non dobbiamo pensare a quel modello di partito, che è un incarnazione storica del partito politico fotografato dalla costituzione che è un testo elaborato in un certo momento storico - precisa - in cui il partito politico assumeva quelle sembianze”. “Non possono rimanere quello che eravamo quando tutto intorno cambia - continua Mete - siamo un popolo che è molto più esigente di quello degli anni ’40 e l’analisi deve prendere in considerazione queste trasformazioni e vedere come i partiti politici e, il loro ruolo, non deve essere considerato come entità monolitica. Dobbiamo spacchettarlo in funzioni - conclude - perché il partito prima era un’idea ipertrofica nella società”.
Silvio Gambino, docente di Diritto pubblico comparato all'Unical ed esperto costituzionalista, incalzato dalle domande del giornalista Enrico De Grazia risponde, “è importante per capire la situazione storica della politica, dividere Analisi, letteratura e partecipazione dei partiti. La democrazia, per lui, si impara discutendo dei temi e si pratica per come è possibile. Anche perché è cambiata radicalmente la funzione rappresentativa del parlamentare, perché è cambiato lo Stato e i contenuti dello Stato. Questo è - ha concluso citando Giannini - pluriclasse e oggi stiamo cadendo in una grande ambiguità. Bisogna ricominciare a pensare al popolo come l’insieme dei fabbisogni che rappresenta attraverso i partiti per come vogliono e per come sanno”. Il giornalista Enrico De Grazia per due ore ha posto ai docenti domande pregnanti mentre, i relatori e l'iniziativa sono stati introdottia da Aquila Villella, professore associato di Diritto privato presso l'università Magna Grecia. “Diffondere e difendere la costituzione, sono gli obbiettivi del circolo Libertà e Giustizia”. Queste le parole che Mario De Grazia, coordinatore, ha ripetuto più volte nel discorso di apertura dell’incontro. “Serve la Costituzione perché è qualcosa di saldo e di forte che ci può dare la possibilità e la speranza per un cambiamento nel rispetto e nella democrazia perché fortemente innovativo e perché molti dei principi della costituzione non sono ancora attuati”.
Maria Arcieri
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