Lamezia Terme - “In Italia le donne fino al 1963 non erano ammesse in magistratura”, questa la molla che ha spinto Anna Maria Isastia a scrivere il libro, “è stata la scoperta di una situazione che dall’esterno non si suppone neanche e non viene in mente a chi si trova davanti una donna magistrato”. Il libro che affronta la problematica di questa categoria nella quotidianità è “Donne in magistratura” di Debatte Editore, presentato in una libreria di via Crati, davanti una folla di signore attentissime alle parole di Anna Maria Isastia, docente universitario di Storia Contemporanea alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Roma “La Sapienza”. In copertina è raffigurato l’affresco “L’Aurora” di Guido Reni con il logo dell’Admi, Associazione donne magistrato italiane. L’autrice è anche Presidente Nazionale del Soroptimist International.
Siamo passati, parlando di numeri, dal 19% del 1974 al 66% dei vincitori, donne, di concorso nel 2013. “Una quantità di giovani magistrate che però non fanno carriera e che incontrano tante difficoltà sul lavoro e soprattutto ad accedere a questo mondo”. Cominciando a scavare, la docente era sempre più incredula e, quando si è resa conto della situazione, ha deciso di raccontarla. E ha dovuto faticare per convincere le signore magistrato a rendere in forma non anonima molte delle testimonianze riportate nel volume. “I giovani non hanno la più vaga percezione di com’era la situazione sessant’anni fa. In Europa - spiega l’autrice - la donna che lavora ha una serie di tutele che le permettono di avere una famiglia, dei figli e di lavorare. In Italia se non hai la mamma o la nonna, la zia o la suocera, che diventa la tua cameriera o la tua baby sitter, sei tagliata fuori da tutto e ti crolla il mondo”. Nella presentazione del libro parla di “uomini che continuano a cooptarsi tra di loro anche se in tutte le carriere le donne alla base sono tantissime, poi l’imbuto si stringe e al vertice ce ne sono pochissime”. È un discorso di potere e di soldi e quindi loro si battono tra di loro. Ha parlato delle ambasciatrici donne che in Italia sono pochissime e tutte nubili, perché è improponibile che si possano sposare. All’estero questo non avviene perché lì sono i mariti che seguono la moglie ambasciatore.
Maria Arcieri
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