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Lamezia Terme - Continuano le celebrazioni per la Giornata della Memoria al liceo classico “Francesco Fiorentino”, scelto dal Ministero della Pubblica Istruzione fra le 100 scuole d’Italia depositarie della cosiddetta “pietra d’inciampo”, ovvero una piastra d’ottone posta sulla faccia superiore di un blocco in pietra incastonato al suolo in memoria dei deportati nei Lager nazisti. L’iniziativa, ideata dall’artista tedesco Gunter Demnig e inizialmente destinata a segnare il selciato antistante le abitazioni dei cittadini deportati, è stata introdotta in Italia dalla senatrice Liliana Segre, e allargata ad implementare la formazione di una memoria diffusa che interessi il tessuto urbanistico e culturale delle città.

Il liceo classico Fiorentino è stato scelto in provincia, insieme al Galluppi di Catanzaro, come luogo atto a conservare e propagare questa memoria alle generazioni future. Ne sembrano perfettamente consapevoli gli studenti, protagonisti e animatori di un momento di riflessione collettiva che ha avuto luogo nell’Atrio delle Muse, dove la pietra d’inciampo è stata posta, ai piedi del pilastro centrale. Supportati dal dirigente scolastico Nicolantonio Cutuli e dalla professoressa Gianna Nicastri, e introdotti dalla presentatrice Grace Lento, alcuni ragazzi del laboratorio teatrale del liceo hanno dato vita ad un reading sulla Shoah, che è partito da un brano dell’opera “La speranza in un libro”, tratto dal film “Storia di una ladra di libri” cui si sono ispirati gli studenti dell’indirizzo artistico per la realizzazione di una tela che ha fatto da sfondo alla manifestazione.

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Le voci di Anna Chiara Murone, Chiara Vescio, Francesco Chirumbolo e Laura Molinaro hanno interpretato brani tratti da “Se questo è un uomo” di Primo Levi, “La notte” di Elie Wiesel, “La banalità del male” di Hanna Arendt, il testo della canzone “Auschwitz” di Francesco Guccini, e il giovane Marco Bilotti ha recitato una sua poesia intitolata “Memoria di un Ebreo”. Il tutto con il sottofondo musicale della tastiera di Rebecca Spena e Alexandra Tropea, cui nel finale si è aggiunto il violino di Anastasia Leone e la voce di Nicoletta Sposato, in una versione di “Beautiful that way”, dalla colonna sonora di “La vita è bella” di Roberto Benigni. Forte, al termine della manifestazione, l’intervento volontario e sentito di una delle giovani interpreti, Laura Molinaro, che ha richiamato i suoi compagni ad uscire dalla retorica di un evento che facilmente si presta ad essere ripetuto senza una giusta attualizzazione. “Non possiamo limitarci a ricordare ciò che è accaduto perché non accada di nuovo. Perché sta già accadendo di nuovo – dice Laura ricordando i campi di concentramento in Libia e il muro che viene innalzato in Messico. – La nostra coscienza deve rimanere pulita. Quindi se ancora possiamo fare qualcosa, vi prego, facciamolo insieme.” Un intervento che da solo dà la misura di un lavoro formativo serio e della validità dell’iniziativa che ne fa parte.

Giulia De Sensi

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