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_eugenio-sirianni.jpgLamezia Terme - Il professore Riccardo Viola ricorda il sindaco Eugenio Sirianni recentemente scomparso. “Qualche giorno fa è scomparso l’avvocato Eugenio Sirianni, che fu sindaco di Sambiase dal 1960 al 1962, ancora i tre comuni non erano stati unificati. Apparteneva alla Democrazia Cristiana e a sentir dire il sacerdote, che ha ufficiato il rito funebre, il sindaco Sirianni, negli anni del suo mandato amministrò molto bene. Realizzò alcune cosette importanti e fra queste, il completamento della scuola elementare Borrello. I cui lavori erano fermi da molto tempo. Durò solo due anni, perché nella DC del tempo covo di grandi “moderati” con decine di correnti e con numerosissimi lunghi coltelli, un sindaco perbene non poteva e non doveva durare.

Qualcuno, pesò bene di farlo fuori politicamente, per prendere il posto. Nella DC tutto questo avveniva continuamente. Il sindaco Sirianni, non si comportò come tutti gli altri democristiani del tempo che dopo una prima batosta, si mettevano in un angolo o sulla riva del fiume, per contare i cadaveri che passavano e preparare le contromosse rispondendo alle coltellate subite con altre coltellate. Da persona perbene abbandonò la DC e scelse un’altra formazione politica. Poteva passare fra le cosiddette “mezze ali”: repubblicani, socialdemocratici e liberali, per continuare a vivere e a manovrare all’interno del potere. Niente di tutto questo! Passò al Movimento Sociale Italiano, formazione politica a quel tempo lontanissima milioni di miglia dalle poltrone. Partito emarginato come nessuna formazione politica lo fu mai, dove per conquistarsi il necessario spazio politico bisognava battersi con le unghie, con i denti, con tutti mezzi possibili, fino agli spunti in faccia e alle scazzottate. Il Movimento Sociale era fuori dal cosiddetto “arco costituzionale” di demitiana memoria, si diceva allora che uccidere un fascista non era reato. Ebbene, l’amico Eugenio Sirianni rimase sempre nel Movimento Sociale.

Egli, fu sempre al mio fianco in tutte le battaglie elettorali, che combattemmo insieme e a cui partecipammo spesso come candidati. Io, lo incontrai per la prima volta nella gloriosa sezione del Movimento Sociale di Sambiase, tantissimi anni fa. Avevo poco più di quindici anni e lui era un uomo imponente, di gran bello aspetto, molto alto e molto deciso. Non so, se le future giunte che si avvicenderanno al Comune di Lamezia si ricorderanno di lui, in mezzo a tantissimi illustri sconosciuti intestatari di strade, che non rappresentano nessuno, se non solo se stessi. Farebbero si, invece, una bella figura. Anche perché l’arco costituzionale è stato superato da un bel po’ di tempo e andiamo verso la terza Repubblica. Intanto, nell’atmosfera triste di questi giorni per un amico che non c’è, più tutti i missini lametini vecchi e giovani, si inchinano commossi davanti alle spoglie del sindaco di destra e nel rendergli onore, non depongono offerte di lamento ma di memorie e non pietà!...Ma lode”.  

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