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Lamezia Terme, 20 gennaio - Terzo appuntamento con la stagione di prosa al Teatro Politeama di Lamezia Terme. Dalla coppia consolidata Zuzzuro e Gaspare - una lunga carriera la loro, sia televisiva sia teatrale, che dura ormai da 35 anni - in esclusiva regionale, è stata portata in scena “La cena dei cretini”: scritta da Francis Veber, è una delle commedie più famose al mondo, diventata un cult dopo essere approdata al cinema nel 1998 con la regia dello stesso Veber. Lo spettacolo, inserito con accortezza nel cartellone della stagione di prosa, appurato infatti il profilo attrattivo della comédie francese, ha visto fra i suoi interpreti anche Alessandra Schiavoni, Gianfranco Candia e Dario Biancone. La regia è stata invece firmata da Andrea Brambilla.Un’esilarante commedia, dunque, che vede la sua forza in un’ambientazione semplice: il salone elgante di una casa lussuosa, piena zeppa di oggetti preziosi, pezzi da collezione, di proprietà di Pierre (Nino Formicola, alias Gaspare), cinico benestante di Parigi, inebriato dalla noia tipicamente borghese, che non trova altro sublime svago che organizzare una cena ogni mercoledì, insieme ai suoi compagni di nichilismo, in cui ognuno porta il proprio “cretino” di turno, una sorta di inconsapevole zimbello della società, e di volta in volta assicurare vincitore. Ma Francois, il cretino magistralmente intrerpretato da Andrea Brambilla, alias Zuzzurro, è entrato quella sera a sconquassare la vita di Pierre, creando una serie di equivoci e malintesi, delle situazioni al limite del paradossale, inducendo alla fine ad una profonda riflessione su quanto la magia del caso possa intervenire sulla natura dei rapporti e sulle priorità esistenziali, nonché al vero senso della commedia: anche l’intelligenza si esprime in relazione ai gesti del momento e al volto dell’altro, un altro che non può che mostrarsi invece come una figura semplicemente fuori dall’ordinario, straordinaria dunque a suo modo.

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Con una serie di gags, caratterizzate dalla mancanza assoluta di volgarità - esilaranti anche quelle più esuli dal “copione” della commedia, insomma quelle di timbrica ed effetto tipici del noto duo - la troupe propone in due atti una commedia divertente, dai risvolti anche leggermente drammatici, tragicomici, con dei ritmi sempre alti, in cui vengono efficacemente dosati anche i silenzi e le battute mimate, in un gioco di segni e di sguardi che il pubblico percepisce in un sussulto d’ilarità. Una commedia insomma cucita perfettamente addosso a Zuzzurro e Gaspare, quasi fosse un abito naturale, seconda pelle di due straordinari attori comici.La sala è gremita, altri non hanno trovato posto e son dovuti tornare alle loro case, a rimpiangere rumorosamente il Grandinetti. Ma benedetto sia il Politeama, che accoglie per quanto può arte e bellezza. Alla fine della serata, soddisfatti della prova, come d’abitudine attori e organizzatori lasciano insieme il Teatro. Gli altri, gli spettattori, un po’ alleggeriti in animo dal tono della piece, hanno ripreso a considerare la vita fuori, confortati nel pensiero virtuoso di esercitare rispetto per quella che può essere considerata, né più né meno, una componente originale del carattere umano; ma allo stesso tempo rivedendo i propri impegni, un invito a cena sospetto, sotto l’appunto “mercoledì”.

Pasquale Allegro

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