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Lamezia Terme, 18 febbraio - È andata in scena al Teatro Comunale Politeama di Lamezia Terme, la commedia esilarante “Ditegli sempre di sì”, scritta da Eduardo De Filippo, sicuramente una delle più divertenti del grande maestro napoletano. Per la regia di Maurizio Panici, con le superlative interpretazioni di Gigi Savoia, Maria Basile Scarpetta, Renato De Rienzo e Vincenzo Merolla, il sesto appuntamento della Stagione di Prosa ha regalato in due atti momenti di comicità, insieme alla lieve sensazione di assistere ad un malincodramma appena sfiorato. Appena uscito dal manicomio, Michele - un Gigi Savoia perfettamente claudicante tra la follia e la saggezza popolare - torna a casa dalla sorella Teresa (Maria Basile Scarpetta), l’unica a conoscere tutta la verità sul suo disordine mentale. Proiettato nuovamente nella normalità di una Napoli medio borghese ma in fondo grossolana, Michele crea una serie di equivoci, per lo più prendendo alla lettera tutto ciò che gli viene detto, in una sorta di riappropriazione nuda e cruda della verità della parola, cancellando ogni probabilità di un suo utilizzo allusivo, ironico o allegorico. E così Michele convince Giovanniche Teresa è innamorata di lui e vuole sposarlo; fa credere ad Olga che Ettore, il suo fidanzato, ha vinto al lotto; manda un telegramma al fratello di Vincenzo per annunciare la sua morte. Fino a ad arrivare a convincere tutti che Luigino è clinicamente pazzo, in un susseguirsi di eventi che stanno per schiantarsi su un epilogo tragico, sventato solo grazie all’intervento provvidenziale di Teresa. Una commedia degli equivoci dunque, costruita sull’ingenuità disarmante di Michele, uomo che smentisce il grigio delle situazioni, ammettendo nell sua testa solo semplici impulsi di bianco e nero: ma solo quando questi vengono “detti”, secondo quella considerazione della parola come strumento di verità da un unico suono, da un unico tono, da un’unica e sola sfumatura di senso. Un grande successo in sala, gremita fin ad occupare gli scomodi sgabelli di ripiego, con le risate che si accavallano sulle battute e le scene, spettatori divertiti ed anche un po’ perplessi: non è forse veramente folle costruire un mondo dietro una sola parola? Però poi si rispondono che è proprio il ruolo dell’arte, e ritornano a ridere del povero Michele. 

Pasquale Allegro

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