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Lamezia Terme, 20 aprile - È stata inaugurata, presso il complesso monumentale di San Domenico a Lamezia Terme, la mostra “Fascino Bizantino”, vetrina delle creazioni in pizzo-gioiello di Manuelita Iacopetta, creazioni artigianali completamente realizzate a mano, con una tecnica in filato pregiato lavorato a crochet e con l’applicazione di ricami e pietre naturali. In uno dei grandi saloni del chiostro, sono state esposte collane, orecchini, diademi, espressioni con cui la Iacopetta ha voluto richiamare i sussulti e gli sfarzi del periodo Bizantino come culla di tradizione storico e culturale della Calabria, evocando i sospiri e i capricci estetici dell’imperatrice Teodora, amante di gioie e gioielli, per l’occasione quasi incarnata nelle intenzioni e fattezze dalla modella Caterina Buffone, la giovane lametina arrivata finalista al concorso nazionale di Miss Italia.

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All’inaugurazione della mostra, organizzata dall’Associazione culturale Musicarte e patrocinata dalla Provincia di Catanzaro, dal Comune di Lamezia Terme e dall’Associazione Italiana Donne Medico, erano presenti lo stilista lametino Anton Giulio Grande, in qualità di testimonial dell’evento, e la presidente della Provincia di Catanzaro, Wanda Ferro, la quale si è detta soddisfatta della presenza di così tante manifestazioni di genio creativo in Calabria, perchè “l’arte e il bello – è stato il suo pensiero di largo auspicio - possano migliorare la società quando nascono dell’unità di mano, mente e cuore”. Quella stessa unità d’intenti e di strascico passionale che ha dichiaratamente espresso Manuelita Iacopetta, quando con emozione amplificata dal microfono ha rivendicato “la libertà di creare ciò che si vuole al di là delle regole del mercato”, perché la sua arte è “democratica, si rivolge a chiunque, perché non sono gioielli d’oro – ha continuato - ma prodotti di una bellezza per tutti”. E con impeto ancora più universale e letterario ha poi concluso sfogliando Dostoevskij con il pensiero: “La bellezza salverà il mondo”.

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Anton Giulio Grande ha parlato della sua presenza all’evento come di “un sostegno morale ad un’amica e artista che in maniera nascosta ha creato dei meravigliosi ornamenti artigianali”. E ricamando vicinanze estetiche con la sua idea di creatività, lo stilista ha invocato “il carattere esclusivo di queste proposte”, e soprattutto si è dichiarato entusiasta del chiaro richiamo alle radici calabresi: “I lavori di Manuelita sono un omaggio alla nostra splendida regione – è stata la sua accorata considerazione – e si distinguono per essere assolutamente moderni nonostante gli echi culturali tradizionali”. E il tutto assolutamente made in Calabria, made in Lamezia, prodotto e confezionato tra queste contrade di sole e di mare. Con buona pace di Bisanzio. Mentre Teodora rivive ancora incastonata lungo il filo dei ricordi e del crochet.

Pasquale Allegro

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