Salta al contenuto principale

giussani1.jpg

Lamezia Terme – Inaugurata nel Chiostro San Domenico la mostra “Dalla mia vita alla vostra”, predisposta in quattordici pannelli, sulla figura di  Don Luigi Giussani  iniziatore del Movimento “Comunione e Liberazione”. La mostra, organizzata da CL Lamezia, sarà visitabile anche domani dalle ore 16.00 alle ore 20.00. A dieci anni dalla sua morte, infatti, molteplici sono le mostre e le diverse iniziative promosse in tutta Italia in questo periodo in sua memoria.

giussani5.jpg

A Lamezia, oltre ai pannelli esposti che mettono in evidenza immagini e messaggi, preparato in loop anche un video filmato con le testimonianze dei tanti giovani che nel loro cammino scolastico, grazie a Don Giussani, hanno scoperto la fede. Presente anche il Vescovo della diocesi della città – monsignor Luigi Cantafora, introdotto brevemente da Gianni Lacarìa – responsabile della diocesi lametina, seguito dall’intervento didattico del dottor Adriano Rusconi – primo testimone del cammino di fede di Don Giussani e coordinatore di CL. “CL ha avuto un ruolo importante per il tutto il territorio – afferma il Vescovo Cantafora – ma CL è un movimento che si deve vedere perché porta in sé contenuti seri di evangelizzazione. È necessario fare memoria rispetto a ciò che è avvenuto sulle nostre contrade”.  Un incoraggiamento, quello del Vescovo dunque, ad allargare i propositi di CL e ad aprirsi maggiormente nella comunità, al fine di creare un giusto dinamismo.  “CL si deve propagare per l’annuncio, il tempo è abbastanza favorevole rispetto al grande smarrimento attuale – prosegue ancora il Vescovo – C’è bisogno di uomini che rendano presente in questa società la presenza di Cristo”.

giussani4.jpg

A proposito di presenza il dottor Rusconi, che negli anni ha avuto modo di vivere e di trasmettere alle nuove generazioni il percorso di Don Giussani, affianca proprio termini come ‘presenza’ e ‘realtà’ alla personalità di cui si discorre, il quale con estrema semplicità è riuscito a comunicare l’essenziale e l’amore verso l’altro. “Particolare in Don Giussani era il suo concetto di libertà, un concetto non riconducibile solo alla ‘scelta’ ma anche alla possibilità di realizzarsi, di diventare sé stessi” – spiega il dottor Rusconi. Colpisce, dunque, la consapevolezza della grande presenza, del Don Giussani che nel 57’ forma il GS – Gioventù Studentesca da cui sarebbe nata in seguito Comunione e Liberazione,  una presenza che permette di vivere intensamente il ‘reale’ che si incontra nelle circostanze.

Educatore alla bellezza, con metodi alternativi, come l’utilizzo della musica, attraverso cui trasmettere soprattutto nelle scuole l’armonia con Dio. Don Giussani ripeteva spesso l’infinito, come concetto e come poesia del Leopardi, perché credeva che soltanto attraverso le domande sull’infinito fosse possibile incontrare la fede. “La letizia si desta in me ogni mattina” – si legge in qualche pannello, a dimostrazione di un uomo che credeva anche nello stupore e nella meraviglia. E ciò che desta stupore nei suoi messaggi è l’apertura rivoluzionaria di sé verso l’altro. “La pertinenza della fede” – ecco l’apertura vera e razionale. “Non sono qui perché voi riteniate come vostre le idee che vi do io, ma per insegnarvi un metodo vero  per giudicare le cose che io vi dirò” – si legge ancora da un altro pannello, e da cui si può notare l’essenza umana e morale. Infine,  Don Giussani vuole invitare alla ricerca di sé come vero cambiamento. “Se il cambiamento non avviene prima in noi non sarà mai possibile cambiare la società”. 

Valeria D'Agostino

giussani2.jpg

giussani3.jpg

 

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.