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Lamezia Terme - Inaugurata questa mattina “La Misericordia nell’Arte” mostra curata da Livia Leoncini e Manuelita Iacopetta, da un’idea dell’associazione Theodora nell’ambito del progetto culturale Samarcanda, accolta dalla Diocesi di Lamezia Terme, nei locali del Museo Diocesano, visitabile fino al 24 novembre dal martedì al sabato.  La mostra, che ha visto ampia partecipazione, propone alcune riproduzioni, realizzate da Livia Leoncini con la tecnica olio su tela, di alcune opere con cui artisti di diversi periodi storici e di diversi stili hanno rappresentato la Misericodia di Dio. “L’idea è venuta subito dopo l’incontro con Livia Leoncini, il tema è azzeccatissimo sia per la coincidenza col Giubileo straordinario, sia perché fortemente necessario e volto alla riscoperta dei valori della vita”  spiega la madrina dell’evento Manuelita Iacopetta  che, attraverso Samarcanda, continua ad inseguire la bellezza mossa dall’esigenza di fare cultura.

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La passione per la pittura, coltivata già da bambina, diventa nella nuova vita lametina della Leoncini occasione di riscoperta di sé: l'arte come strumento di ricostruzione interiore. Oltre alla riproduzione di opere di altri autori, la Leoncini ha realizzato vari dipinti propri con cui ha partecipato al Concorso Nazionale ‘Enotria’, dove si è classificata prima, e a varie esposizioni che si sono svolte a Palazzo Nicotera. “Mi sono da sempre avvicinata alla pittura prediligendo il ‘classico’ – commenta l’artista – nell’arte bisogna entrare a passo felpato”. Un allestimento curato minuziosamente nel quale le opere in questione si trovano perfettamente iscritte all’interno dell’impianto museologico lametino, ricco patrimonio storico artistico, oltre che a trovarsi in piena sintonia e coerenza con alcune creazioni di Manuelita Iacopetta esposte, tra le quali una croce bizantina lavorata a mano a crochet e un collier ispirato alla collana di San Gennaro del tesoro di Napoli. All'ingresso del Museo, l'arazzo decorato realizzato interamente a mano con lavorazione a crochet che invece riproduce lo stemma episcopale del Vescovo Luigi Cantafora ‘Charitas Christi urget nos’. Il periodo delle raffigurazioni si aggira tra il 1.500 ca. 1650, 1873. Appaiono fra le altre, la Madonna dei Raccomandati, Cola da Orte ed Egidio di Cola da Orte, Ecce Homo, particolare Mateo Cerezo, Cristo Crocifisso, particolare Diego Velàzquez, Gethsemane, particolare Carl Heinrich Bloch, Gethsemane Study, particolare Carl Heinrich Bloch.

V.D.

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