
Lamezia Terme - All’insegna dell’analisi storica e della riflessione su temi politico-sociali l’incontro tenutosi stasera al Teatro Umberto, organizzato in occasione della ricorrenza del centenario dallo scoppio della I Guerra Mondiale. “1914-2014, lezioni e ferite ancora aperte della Grande Guerra”, questo il titolo dell’evento presentato dalla presidente della Commissione Cultura Teresa Benincasa che ha visto come relatore Antonio Cariati, giornalista del Corriere della Sera, il cui intervento è stato introdotto dal prefetto di Catanzaro Raffaele Cannizzaro.
“Un popolo è forte e ha un futuro di pace quando ha consapevolezza del proprio passato” ha sottolineato il Prefetto lasciando presto la parola a Cariati, il quale ha sviscerato senza nessuna retorica o strumentalizzazione politica un tema molto battuto, focalizzandosi sullo scenario internazionale, troppo spesso considerato solo come cornice, per declinare un sistema di relazioni fra gli Stati che creano giochi di analogie e di differenze con il presente, analizzando la possibilità del riproporsi di condizioni che potrebbero portare allo scoppio di un nuovo conflitto mondiale.

La prima analogia delineata nello scacchiere politico da Cariati, rifacendosi ad un articolo comparso sull’Economist, è la presenza, oggi come nel 1914, di una grande potenza in fase di declino: allora era l’Inghilterra, oggi gli Stati Uniti. Poi l’emergere di una nuova potenza terrestre, ieri la Germania, oggi la Cina. La principale differenza fra i due momenti storici sta invece, secondo Cariati, nella forte interdipendenza economica fra gli stati, grazie al fenomeno della globalizzazione allora inesistente. “La guerra – da questo punto di vista e non solo – non conviene a nessun paese, e non bisogna fomentare nazionalismi” ha concluso semplicemente Cariati, dopo avere a lungo analizzato il ruolo chiave della Germania nella genesi del Conflitto.
Successivamente il focus della relazione si è spostato sul tema delle ferite rimaste aperte dopo la Grande Guerra, in primis quelle provocate dallo smembramento dell’Impero Austro-ungarico che sposta il baricentro d’attrazione dei suoi popoli verso la Germania, dato su cui Hitler costruirà la sua fortuna. Una fortuna effimera, che porterà dopo lo sfacelo del II conflitto mondiale alla divisione del paese in due blocchi, di cui uno sotto il controllo dell’Unione Sovietica, almeno fino alla sua caduta. Ma lo smembramento dell’Austria-Ungheria porta anche alla formazione di molti stati dell’est- Europa, alcuni dei quali confluiranno poi nell’ex-Iugolslavia, la cui natura estremamente composita avrà il suo ruolo nel relativo conflitto. Sono riconducibili a ferite lasciate dalla Grande Guerra anche il conflitto fra Israele e Palestina, quello scoppiato in Ucraina, le guerre in Siria e Libano, e poi il problema curdo, retaggio di confini delineati a tavolino fra le potenze vincitrici del conflitto, nonché i disordini fomentati dall’ISIS, lo stato Islamico. L’incontro è stato concluso dal sindaco Speranza che ha portato da esporre una cornice ritrovata nell’ex palazzo comunale di Sambiase, contenente i ritratti dei caduti nella Grande Guerra. L'iniziativa rientra nel calendario stabilito dal Coordinamento presieduto dal Prefetto, per la programmazione delle attività per il Centenario GG, come è riscontrabile dal link: http://www.prefettura.it/Catanzaro/news/157101.htm#News_45364.
Giulia De Sensi
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