
Lamezia Terme - “L’emozione è un momento creativo. Nella canzone ho immediatezza, ma con la scrittura e con i libri si richiede un rapporto più attento e vigile”. Fisicamente ricorda Bono degli U2, ha uno slang bolognese con punte di calabresità. E’ simpatico. E’ Peppe Voltarelli e ha presentato “Caciocavallo di bronzo” il suo romanzo, cantato e suonato. Editrice “Stampa Alternativa”. Il tutto è avvenuto in una libreria del centro rendendo così una normale presentazione un momento di piacevole conversazione con i suoi fans. E’ il fondatore del “Parto delle Nuvole Pesanti”, gruppo militante calabro-bolognese che ha lasciato nel 2005. Il titolo è la storia di un monumento dedicato a un formaggio che rappresenta una civiltà contadina, un modo di pensare, di vivere, il lavoro di un artigiano. Tutto legato alla cultura della terra. E’ incentrato sulla discussione del monumento, perchè in paese non riescono a mettersi d’accordo e si crea un dibattito tra chi lo vuole e chi è contrario. “E’ il pretesto per raccontare il pensiero della regione, dalle positività alle mappe della terra”, dice il cantante.

E’ un romanzo cantato perché scritto senza punteggiatura e tra le pieghe del racconto ci sono le canzoni che fanno da ambientazione al libro. E’ privo di punteggiatura, perché ha un’impostazione quasi poetica. E’ anche un romanzo suonato. L’idea è stata dell’editore, perché il messaggio del libro è molto diretto “Essendo io un cantante che racconta una roba (come la definisce lui) dandogli una veste live. E’ autobiografico e la fantasia riguarda solo il capitolo finale, quello del monumento. “Non finito calabrese” è il precedente libro che vedeva una raccolta di suoi racconti. Mentre nel 2000 uscì un libro di poesie, “Raggia” in calabrese con le traduzioni nella pagina accanto solo in inglese. “Lamentarsi come ipotesi” è il suo ultimo album, il terzo da solista. Artista originale e geniale.
Maria Arcieri
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