
Lamezia Terme - E’ il rapporto fra lo sviluppo dell’uomo – o progresso – e la natura in cui vive, il centro dell’Enciclica “Laudato sì” di Papa Bergoglio, un documento per molti rivoluzionario e sicuramente di grande impatto sociale ed umano, fulcro dell’incontro indetto dal centro Riforme – Democrazia- Diritti presso la sala Fittante di Palazzo Nicotera. Il giornalista Filippo Veltri e il teologo don Armando Augello ne hanno offerto una lucida disamina, accompagnati dalle letture di Gloria Romano e Valeria D’Agostino, tratte direttamente dall’Enciclica.
Partendo dal dubbio e dalla scoperta delle tracce di un’intenzionalità di fondo nella natura, costruita secondo rapporti oggettivi e finalità intrinseche, si passa alla coscienza di una presenza che la trascende, una presenza benefica che non fa differenze fra gli uomini e in nome della quale tutto è di tutti, necessariamente. “ Una cosa è certa, – afferma infatti don Augello – il mondo si apre al servizio di tutti gli uomini, sia in senso orizzontale, cioè nel presente, sia in senso diacronico, cioè per le generazioni future. E’ un diritto primigenio. Dobbiamo distribuire i beni della terra ad ogni essere umano.” Da qui - il passo è breve - si passa al concetto della sacralità e del rispetto di ogni uomo, frequentemente ribadito da Bergoglio, per la cui tutela si ha il diritto/dovere di intervenire a livello istituzionale.

Un discorso politico, di grande oggettività, che va al di là delle ideologie e anche della religione, un discorso a volte individuato semplicisticamente come “comunista”. Eppure, come ricorda Veltri, “Bergoglio ha affermato di agire rimanendo pienamente nella dottrina sociale della Chiesa”. Una dottrina che anche in precedenza era stata professata ma probabilmente senza l’incisività, il trasporto e la disarmante semplicità del Pontefice attuale. “ La grandezza di Bergoglio – dice don Augello a questo proposito – è nel sapersi fare piccolo per entrare nel cuore di tutti, proprio come Cristo. Lui parla il linguaggio della fame, della povertà, della guerra, della malattia, degli immigrati. E lo capiscono tutti.” In “Laudato sì” il Papa chiede la cosiddetta “conversione ecologica” e l’abbattimento delle “tecnocrazie”, lobby di potere legate ai paradigmi delle nuove tecnologie che favoriscono un’economia finalizzata al profitto di pochi. Un’economia che danneggia soprattutto i poveri, gli ultimi, oltre che il pianeta. La serata si chiude con l’appello di don Augello a un’ecologia non solo finalizzata al rispetto del pianeta ma anche al rispetto di noi stessi, in attesa del Giubileo della Misericordia, la prossima frontiera del pontificato di Bergoglio.
Giulia De Sensi
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