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Lamezia Terme – “Istruzione è integrazione” è il titolo del seminario che si è svolto oggi pomeriggio presso la sala Morabito dell’I.T.E. “Valentino De Fazio”. L’iniziativa è stata patrocinata dal dirigente scolastico Simona Blandino, dalla professoressa Concetta Ruberto moderatrice dell’evento, dalla professoressa Ippolita Luzzo che ha presentato il romanzo “Ti ho vista che ridevi” di Lou Palanca, dalla dottoressa Roberta Saladino, ricercatrice universitaria presso l’Università della Calabria che ha parlato dell’immigrazione femminile in Calabria, e dalle mediatrici culturali Asna Ettibi e Naima Fadil. La Saladino ha dato inizio al seminario esponendo importanti dati sull’immigrazione femminile in Italia: “L’immigrazione in Italia ormai ha grandi numeri, si parla di più di cinque milioni di immigrati residenti in Italia. Dal punto di vista della graduatoria regionale la Calabria si trova al quindicesimo posto con più di 91.000 stranieri residenti nella nostra regione. Rispetto al 2014 l’incremento degli immigrati in Calabria è pari al 5,6%. Tale incremento è superiore alla media nazionale che è pari invece all’1,9%. In base a questi dati si denota come il fenomeno dell’immigrazione tende a crescere soprattutto nel Sud Italia”.

La popolazione straniera residente in Italia è in continuo aumento, ciò è dovuto principalmente alla “femminilizzazione dell’immigrazione” che determina due fattori: “il ricongiungimento familiare” che favorisce la ricomposizione dei nuclei familiari delle popolazioni straniere nel nostro paese, e “l’incremento della popolazione anziana autoctona”. Entrambi questi fattori giustificano l’incremento dell’immigrazione femminile. Dopo questa introduzione demografica ha preso la parola Asna Ettibi, mediatrice culturale a Lampedusa che svolge attività di primo soccorso; accoglienza; identificazione degli immigrati. Di seguito vi è stato l’intervento della professoressa Ippolita Luzzo, che ha presentato il libro “Ti ho vista che ridevi” che, soffermandosi sull’importanza della narrazione, ha dichiarato: “Le storie si narrano per un dovere civico. Istruzione significa dare gli strumenti per utilizzare la conoscenza, l’integrazione è il meccanismo per non essere emarginati”.  Il seminario si è concluso con l’intervento di Naima Fadil che ha parlato dei “diritti della donna acquisiti nel mondo arabo” mettendo in evidenza le principali differenze tra le cosiddette “donne di prima generazione” e “donne di seconda generazione”.

S.S.

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