
Lamezia Terme - Abbattere i muri, passare da una società “esclusiva” ad una “inclusiva”. E’ questo uno dei temi che si celano dietro sĭtŭs, installazione partecipata realizzata dall’artista Maria Teresa Zingarello per “Un’Opera”, progetto curato dall’associazione Aleph Arte in occasione della Dodicesima Giornata del Contemporaneo indetta dall’AMACI (Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani).
A curare la mostra Silvia Pujia, artista e storica dell’arte, che anche quest’anno ha deciso di dedicarsi alla promozione di una sola opera per permetterne una fruizione intima. Ma “Un’opera” è stata anche arte partecipata. Diverse le persone che si sono recate, infatti, nei giorni precedenti la mostra, a mettere una coperta sulle mura di una stanza di un appartamento in disuso del centro storico lametino. Non coperte qualsiasi, ma coperte isotermiche.
In linea con l’immagine creata appositamente dall’artista Emilio Isgrò per la Dodicesima Giornata del Contemporaneo, Zingarello si è, infatti, ispirata ai fatti di Ventimiglia, in particolare all’immagine di alcune decine di profughi a cui fu negato l'accesso alla frontiera che avvolti in coperte isotermiche protestarono sulla scogliera di Ponte San Ludovico, al confine con la Francia.
“Sono rimasta colpita dall’immagine prima ancora di sapere cosa fosse per la bellezza estetica”, ha raccontato l’artista. “In un’Europa che costruisce muri ho voluto creare un ambiente di inclusione”. L’evento è poi proseguito a Palazzo Panariti dove è stato possibile vedere la documentazione video di tutto il processo artistico partecipato. Per Aleph Arte è solo l’inizio di un percorso che vedrà diversi interventi interessare un appartamento disabitato ripensato di volta in volta da un artista chiamato a modificarne l’interno.
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