
Lamezia Terme - Si è cibata di Fëdor Michajlovič Dostoevskij e di Gustave Flaubert, preferisce i romanzi cattedrale al minimalismo, “perchè loro ti svelano il modo di narrare”. La sua grande maestra è Elsa Morante, il suo libro è “Marina Bellezza”. Lei è Silvia Avallone, scrittrice, che ha presentato il suo romanzo in una gremita libreria del centro.

Si definisce “onesta” e approfondita quando racconta i suoi romanzi. “Di autobiografico in Marina Bellezza, - confessa - ci sono i luoghi”. La sua sfida è quella di regalarsi vite che non ha vissuto e che dice “non vivrà mai perchè, non sarà mai una cantante”. Ma tutte, le vite che racconta, la affascinano. Non solo.Racconta i problemi che sente importanti, perché, ritiene che sia un modo per combattere l’indifferenza. Cerca le sue trame fuori dalla sua stanza. Si sveglia tutte le mattine alle sei e mezzo e alle sette e trenta inizia a scrivere senza avere degli schemi preliminari perché non riesce a seguirli, ma vuole essere in balia dei personaggi . “E’ importante lasciarsi coinvolgere dai grandi personaggi come Madame Bovary” dice e rivela che i titoli li sceglie sempre d’istinto. In questo caso sapeva di voler costruire un personaggio femminile molto controverso che la tenesse in scacco per tutto il libro. E le ha dedicato il titolo. Marina, la protagonista ha vent'anni. E’ bella. E’ un eroina ottocentesca, è una ragazza di provincia con una vita difficile, è sfuggente e ha come punto di riferimento Andrea. Cresce inseguendo l'affetto del padre, che si perde nei casinò e dietro le donne, e della madre, troppo fragile. Chiede alla vita un risarcimento e decide di lasciare Valle Cervo e di cercare fortuna altrove. Poi, nel romanzo c’è lui, Andrea, ventisette anni, bibliotecario, che vorrebbe creare un'azienda casearia nei luoghi dei nonni, e lavora part time in una biblioteca. Vive all'ombra del fratello che si trova in America. Marina e Andrea si attraggono e si respingono, bruciano di un amore che vuole essere eterno. Marina canta e balla nei centri commerciali. Andrea lavora con le mani, seguendo i ritmi antichi delle stagioni. E’ una storia con uno sguardo inedito sui territori dove è nata la scrittrice. La crisi è sempre sullo sfondo, e accompagna la storia. Ma non è citata. Si parla dell'amore e del coraggio dei personaggi che trovano risposte possibili alle loro vite. Marina Bellezza risponde al senso di impossibilità che ci circonda, per la crisi e per lo stallo che ha generato.
Maria Arcieri
Un momento della presentazione del libro della Avallone al liceo Classico Fiorentino
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