
Lamezia Terme – È stato presentato questa sera nel salone del chiostro di San Domenico il libro di Giuliano Santoro “Un Grillo qualunque. Il movimento 5 Stelle e il Populismo Digitale Nella Crisi dei Partiti Italiani”. L’evento, organizzato dal Centro “Riforme – Democrazia – Diritti”, è stato introdotto dall’imprenditore Gioacchino Tavella e dal giornalista Filippo Veltri, che ha definito la fatica letteraria di Santoro “un libro profetico”, proprio perché uscito nell’ottobre del 2012, qualche mese prima del boom politico delle ultime elezioni politiche. Il libro infatti, edito da Castelvecchi editore, è giunto alla terza ristampa e rappresenta una vera e propria inchiesta giornalistica su questo personaggio, maturata in realtà in tempi non sospetti. Il libro, ha naturalmente generato alcune polemiche, ma ha attirato l’attenzione dei mezzi di informazione proprio perché l’analisi che Giuliano Santoro propone è multiforme. La discussione durante la serata si è focalizzata su alcuni punti in particolare: non si è trattato di alcun processo né al movimento politico, né al suo leader, quanto piuttosto di un’analisi volta a capire il motivo di tanto successo. Si è parlato di crisi della politica, dello svuotamento della funzione dei partiti tradizionali, ma anche dell’importanza dei nuovi linguaggi, in particolare di quello televisivo e di quello della rete, a detta di molti il vero motivo del successo dell’ex comico genovese.

“La mia intenzione era quella di scrivere un libro che fosse innanzitutto chiaro ma con una base analitica molto forte– ha affermato l’autore – non volevo scrivere un instant book, né una biografia di Grillo, quanto piuttosto un libro giornalistico, un saggio divulgativo”. Santoro svela i meccanismi che stanno dietro il personaggio, ma non lo fa parlando di complotto. Spiega invece come Grillo sia arrivato a tutto questo, dopo gli anni di carriera da comico. Per farlo parte dall’incontro con i due uomini che lo hanno segnato: Antonio Ricci prima e Gianroberto Casaleggio, poi. Il connubio con il guru mediatico sarà la fonte del suo successo politico grazie proprio a determinati meccanismi di comunicazione, e codici linguistici: quel “populismo digitale” di cui Santoro parla nel suo libro. “Grillo ha accolto le masse - afferma Santoro - ha riunito i malcontenti e ne ha fatto il suo successo, innescando un meccanismo di spostamento dell’attenzione- ha concluso - che lo rende, a mio avviso, tutto meno che controcorrente”.
C.S.
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