
Lamezia Terme – Continua il ricco cartellone di eventi natalizi presso Palazzo Nicotera di Lamezia Terme, dall’unione di intenti tra la Biblioteca Comunale e il Sistema Bibliotecario Lametino e dietro la cura dei rispettivi responsabili Claudia Brunetti e Giacinto Gaetano. Questa sera, oltre alla conclusione di Favolando sotto l’albero, ciclo di appuntamenti creativi per bambini, si è parlato di un tema significativo e attuale quale la fede da più punti di vista. “Le Cattedre dei Non credenti” del Cardinal Carlo Martini, istituite per la prima volta a Milano nel 1987, sono l’auspicio di un confronto e di un dialogo da poter realizzare anche nella città di Lamezia Terme, intrecciando così dottrina sociale e realtà quotidiana. A parlare delle dodici cattedre, insieme al giornalista Salvatore D’Elia, è stato Don Roberto Tomaino – Direttore Ufficio Comunicazioni Sociali Diocesi di Lamezia Terme il quale ha condotto magistralmente alla figura del Cardinal Martini, gesuita e grande ascoltatore dell’animo umano, lasciando parecchia curiosità alle domande presso la sala Perri.
“Più che di ‘Cattedre’, termine molto complesso che sin dall’inizio rimanda allo spazio di un vescovo e considerato forse anche un po’ blasfemo nella Milano dell’87’, il Cardinal Martini fino al 2002 ha realizzato dei veri e propri incontri pastorali, dietro la necessità di volere ascoltare coloro che non incontrava” – spiega Don Roberto. Il Cardinal Martini è stato l’uomo che ha posto i credenti e i non credenti attorno ad un’unica domanda: sarà vero? Lui diceva “Siete pensanti o non pensanti? Imparate ad inquietarvi della vostra fede”. Da tale esperienza, Martini, ne ha ricavato che “C’è un credente e un non credente dentro ognuno di noi”. In questo libro, all’interno del quale è presente la prima prefazione di Papa Francesco, c’è l’attualità di non riuscire più a comunicare. “Troviamo in questa grande testimonianza – afferma Salvatore D’Elia – una sana inquietudine, una ricerca e un cammino. Il Cardinal Martini ci conduce verso una crescita fatta di insieme. Un dialogo che non impoverisce i valori dell’altro ma li arricchisce”. Negli esercizi ignaziani, che diventano il metodo del Cardinal Martini, è coinvolta l’intera persona. “Martini è stato un grande uomo di Dio – prosegue Don Roberto – figura rara e complessa, poiché al centro della Chiesa è stato tirato dalla giacca da un fronte a un altro”. Le sue posizioni hanno scomodato le gerarchie, perché Martini era un uomo libero e non liberale. E ancora, Martini era uomo di frontiera. Per quanto riguarda l’opera, curata dalla Fondazione Maria Martini, e che conta circa mille pagine, le parole di Martini sono poco meno di un terzo. La caratteristica più nota del Cardinale è stata la sua capacità di ascolto della verità del nemico. Testimone di cammini di purificazione, quindi, testimone di cammini di verità. Perché anche i credenti hanno un’idea non del tutto corretta su Dio, ma il metodo delle cattedre dei non credenti portano a pensare ad un Dio persona più che ad un Dio concetto, e ciò non può che avvicinare ogni uomo a Dio.
Nella prefazione emergono tre elementi rilevanti: La sinodalità, l’ascolto, e la conoscenza della parola di Dio. Il dialogo con i non credenti è il messaggio di un cammino iniziato e da portare avanti. Grazie al Cardinal Martini si è attuato un nuovo programma, un nuovo percorso. Papa Francesco in questo ci ha riabituato alla logica delle periferie, e chiede la creazione di piazze nelle quali riunirsi e incontrarsi perché attraverso la cattedra si possa far salire qualcun altro che ha sempre qualcosa da dire, ha sempre qualche ragione da trasmettere, nella Chiesa o nella Cultura. “È necessario, oggi, riguardare il rapporto che intercorre tra fede e pensiero – conclude Don Roberto – in un contesto dove forte è l’assenza di un pensiero capace. Bisogna ricercare una razionalità della fede”.
Valeria D'Agostino
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