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Lamezia Terme - E’ l’ultima di una serie di lezioni filosofiche sul tema della Verità, promosse al liceo scientifico Galilei dalla professoressa Miriam Rocca, quella tenuta in Aula Seminara dall’economista Luigi Marattin, ricercatore all’Università di Bologna e Consulente Economico del Governo.  Si è parlato dunque, dopo il saluto della dirigente Caterina Calabrese, del rapporto fra “Verità ed Economia”, un rapporto complesso e discretamente controverso, visto che, come spiega Marattin, l’Economia con la maiuscola subisce quotidianamente le intrusioni maldestre degli opinionisti televisivi, che si improvvisano esperti senza avere competenze adeguate, e senza che nessuno trovi nulla da ridire. Ma è un rapporto complesso anche e soprattutto perché l’Economia non è una scienza esatta come la matematica o la statistica – di cui naturalmente si serve – trattando fondamentalmente di interazioni fra esseri umani. Detto questo, come la Medicina e le altre discipline fondate sulla persona, è indiscutibilmente una scienza, una scienza fatta di teorie, che necessitano di “coerenza logica e verifica empirica”.

La verifica risulta sempre possibile, perché sono il tempo e la Storia a decretare se realmente le cose vanno secondo quanto pronosticato, o meno. Di qui il parallelismo fra la crisi del ’29, causata da molteplici fattori fra cui spiccano quelli finanziari, e la crisi presente, nella quale pure è viva la necessità di norme più efficaci che regolino il mercato globale o la distinzione fra banche tradizionali e banche ad investimento, fermo restando la causa reale e comune della sovrapproduzione. Controproducente, secondo Marattin, sarebbe il ritorno alla lira, moneta debole rispetto all’euro, il quale avrebbe consentito al Governo di risparmiare, fra il 1996 e il 2012, 700 miliardi di euro . Una somma che purtroppo non è stata usata per appianare il debito pubblico – quello italiano è il secondo più alto al mondo – accumulatosi principalmente nel corso della Prima Repubblica : lì cadrebbero le responsabilità di una gestione disastrosa dell’economia del paese, in particolare relativamente alla diminuzione immotivata dell’età pensionabile. E’ questa un’altra delle principali motivazioni della crisi attuale, secondo lo studioso.

Giulia De Sensi

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