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Lamezia Terme - Una poetica ai limiti dell’ineffabile, un pensiero che trascende vivifica e attraversa la storia della Letteratura con la maiuscola, senza limiti di spazio e di tempo: questo è quanto emerge dalle parole di Dante Maffia, ospite d’eccezione dell’Uniter in occasione della serata d’inaugurazione dell’anno accademico 2016/2017.  Poeta, scrittore, giornalista e docente universitario a Salerno, una carriera densa di premi e di riconoscimenti, d’incontri illustri, Maffia racconta con disinvoltura una vita costruita mattone su mattone attraverso il talento, senza avere le spalle coperte. Originario di Roseto Capo Spulico, precocemente orfano di padre, coltiva da sempre una sola passione: quella per i libri. Una passione che lo porta molto lontano. Vincitore al Viareggio nel 2005, candidato al Nobel per la Letteratura nel 2012, non dimentica mai la Calabria - protagonista di libri come “Monte Sardo”- e in particolare il terrazzo della cucina della sua casa di sempre, affacciato sul braccio di mare che separa la Calabria dalla Grecia. Un legame che diventa fonte probabile, secondo la vicepresidente Uniter Costanza Falvo D’Urso, dell’ispirazione potente alla base delle liriche contenute in “La Biblioteca d’Allessandria”, e in molti altri lavori. Ancora, nelle parole di Maffia, l’amore per Tolstoj, Omero e Quasimodo, la predilezione per la poesia, l’incontro a Roma con Aldo Palazzeschi che recensirà il suo primo libro, e poi Enotrio, Risi, Bonaffini e la riscoperta del dialetto, la curiosa confessione di essere lui il vero autore del libro di poesie in vernacolo campano uscita con uno pseudonimo e a lungo attribuita a Giorgio Napolitano. Progetti per il futuro? La presentazione della sua nuova raccolta, “Le Elegie Materane” e, in Febbraio, la partecipazione al Festival Internazionale di Kyoto. Ad interpretare alcune liriche di Maffia, dopo l’introduzione del presidente Uniter Italo Leone, la voce di Giovanna Viola.

Giulia De Sensi

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