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Lamezia Terme – Giulio Rapetti, in arte Mogol ha aperto la XIII edizione della rassegna culturale “Il Sabato del Villaggio”. L’autore noto al pubblico, in modo particolare, per la sua collaborazione con Lucio Battisti con canzoni che sono diventate degli evergreen e dei classici della musica leggera italiana. Oltre al sodalizio Mogol-Battisti nato nel 1965, Mogol nato a Milano nel 1936, vanta diverse collaborazioni con altri artisti quali Bobby Solo, Caterina Caselli, Dik Dik, Equipe 84,  Fausto Leali, Gianni Morandi, Gianni Bella, Little Tony, Laura Pausini, Mango, Mina, Patty Pravo, Raf, Riccardo Cocciante e altri famosi artisti del panorama canoro italiano e internazionale. Raffaele Gaetano, il direttore artistico della rassegna, ha sottolineato l’importanza di investire in cultura e ha posto alcune domande a Mogol sul perché del suo nome d’arte, su quando è nato il sodalizio Mogol-Battisti, su come si scopre un talento, sul Cet e parafrasando sulle sue composizioni il tema dei pensieri e delle parole e le emozioni ... L’autore risponde che: “Il nome Mogol che ora fa parte completa anche del mio cognome è nato per caso, quando ho deciso di avere uno pseudonimo, ne ho inviati diversi alla SIAE, che alla fine scelse Mogol, inizialmente non mi piaceva molto, sembrava straniero, ma poi l’ho gradito anche perché mi ricordava il Gran Mogol delle pagine di Topolino o alcune divinità o personaggi mitici. Per quanto riguarda il sodalizio con Battisti nasce negli anni ‘60 quando il giovane Lucio mi fa ascoltare alcuni suoi pezzi che non apprezzai granché, giudizio confermato anche dal ragazzo di Poggio Bustone e decidemmo di comporre in accordo alcuni testi. La prima canzone scritta insieme fu ‘Dolce di giorno’, poi fu la volta di ‘Per una lira’ (non ebbero molto successo). Il terzo brano (29 settembre) segnò la via giusta, cui seguirono brani ormai rimasti nella storia della musica. Le parole a seconda da come sono usate possono suscitare emozioni rimanendo se stessi con i piedi per terra senza recitare. E’ molto importante la qualità, senza quella non si va da nessuna parte. La meritocrazia è un parametro non attuato in Italia. Il talento, e qui voglio portare l’esempio del grande Gianni Bella - continua - è un dono di Dio, lo abbiamo tutti chi più chi meno, si sviluppa con lo studio. La creatività si può insegnare, il talento si scopre dopo lo studio. Gli artisti, veri, non si creano dall’oggi al domani, l’artista è tale quando ha assorbito una capacità tecnica automatica, non che viene fuori in modo forzato nei reality con la complicità di ‘spinte’ varie”. In tal senso ha espresso il proprio rammarico quando in alcune occasioni giovani talenti non sono stati valorizzati al meglio in alcune manifestazioni. Nel suo intervento illustra la creazione del Cet, una scuola a livello universitario per giovani talenti e artisti, con collegamento con i conservatori e le scuole di musica. L’incontro è finito con l’inaugurazione della mostra del giovane artista lametino Massimiliano Lo Russo con opere ispirate alle musiche e ai testi del duo Battisti-Mogol.

F.I.

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