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Lamezia Terme - Si celebra domani 2 aprile la "Giornata mondiale della consapevolezza dell'autismo". Non una malattia ma senz'altro uno spettro di caratteristiche complesse, e di problematiche diverse, che il soggetto autistico e la sua famiglia dovranno affrontare nel corso della vita. Anche la città di Lamezia Terme, come si é visto nei giorni precedenti, si mostra sensibile alla tematica da più punti di vista. Associazioni, gruppi di genitori, che si chiedono del 'dopo di noi', ancora, operatori culturali e sportivi parlano di inclusione. Oggi i colori e la musica di numerose classi di studenti di più scuole, con azioni performative e cartelloni colmi di messaggi positivi, hanno riempito la sala Napolitano del Comune di Lamezia Terme nel corso del seminario "Conoscere, comprendere e vivere". Un momento formativo 'non autoreferenziale', per richiamare le parole della dirigente dell'IC Saverio Gatti, Anna Maria Rotella, che intende trasmettere valori, quali appunto la conoscenza e la comprensione, la prevenzione e l'inclusione sociale.

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A coordinare l'evento, che ha visto un'ampia partecipazione istituzionale, fra gli altri il sindaco di Lamezia Terme Paolo Mascaro e l'assessore alla cultura nonché all'istruzione Graziella Astorino, è stato Pasqualino Di Cello - Adiss, affiancato dal presidente Adiss l'avvocato Aldo Longo. Presente anche il presidente della IV commissione Maria Grandinetti, il vice sindaco Massimiliano Tavella, e molti consiglieri comunali. La mattinata, allietata dall'orchestra musicale dell'Istituto della scuola secondaria di Pianopoli, e dai lavori dei ragazzi dell'IC Saverio Gatti, ha visto un importante momento formativo da parte della dottoressa Anna Fazzari - Cles Consultorio, infine il punto di vista umano, non meno rilevante, della testimonianza di Caterina Buccinnà."Ogni giorno tocco con mano la disabilità - afferma Di Cello, che con la cooperativa Adiss lavora anche nelle scuole - cerco di rendere il percorso dei disabili più normale possibile". Una iniziativa che per Adiss si ripete ormai da anni. "Questo il terzo anno che abbraccia la tematica dell'autismo - aggiunge Aldo Longo - La formazione degli operatori in questo settore è alla base per poter andare avanti. Servono qualifiche e non badanti".
Attualmente l'Adiss ha in gestione a San Lucido (Cs) un centro diurno per bambini disabili per un progetto in collaborazione con 'Fondazione con il Sud'.

Tanti i riscontri ricevuti da parte di molte famiglie di Lamezia. Oltre alla parola più utilizzata negli ultimi tempi e preceduta dal verbo fare 'rete' in molti settori della società moderna c'è però un insieme di azioni pratiche e problematiche quotidiane, risorse mancanti, con cui fare i conti. Partendo dalla riflessione della dottoressa Anna Fazzari "È necessario fare rete, Martin Luter King diceva: quando un sogno viene condiviso è la realtà che inizia ad avverarsi". I bambini autistici sono tutti diversi fra loro proprio come i bambini non autistici. "L'autismo non è una malattia e non si cura con le medicine - spiega Anna Fazzari, la quale invita con la sua relazione ad un nuovo sguardo - ancora oggi dopo tanti studi e ricerche non riusciamo a trovare una causa, in quanto vi sono più cause". Non fermarsi dunque alla diagnosi ma partire da essa e cominciare a lavorare per genitori e figli. Si possono individuare tre grandi categorie nelle quali far rientrare le difficoltà dei soggetti auristici: la difficoltà con la comunicazione del corpo, le relazioni sociali, ipersensibilità con i rumori, il funzionamento del cervello in modo diverso. "La nostra è una sfida - prosegue ancora la Fazzari - dobbiamo cercare di entrare attraverso i canali che ci lasciano sempre aperti".Sul piano risolutivo appare necessario pensare al percorso di riabilitazione. 

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Un percorso personale, in quanto ogni bambino ha una storia diversa. Utile pensare, inoltre, all'autonomia e alla indipendenza in vista di un futuro responsabile. "Un'assemblea così partecipata denota un'attività meritevole posta in essere - dice il Sindaco Paolo Mascaro  - si parte dall'autismo per sottolineare la prevenzione. Speriamo che una volta spenti i riflettori, rispetto a queste giornate, non andiamo a dimenticarci del problema. Per questo serve una politica di inclusione e socializzazione. Tutto resta vano però senza le giuste risorse ai sindaci. Il contrasto ai fenomeni di disinclusione sociale è sul piano del miglioramento della vita".

V.D.

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