
Lamezia Terme – Si è discusso dell’armeria di Mongiana al convegno organizzato sabato 1 ottobre dall’associazione Osservatorio delle Due Sicilie di Lamezia Terme. L’evento, patrocinato dai comuni di Lamezia Terme, Mongiana, Motta Santa Lucia ha visto la partecipazione dei tre sindaci e dell’assessore alla Cultura di Lamezia, Graziella Astorino. In sala, la presenza di un esemplare di fucile prodotto nella fabbrica di Mongiana ed di proprietà di un collezionista lametino, custodito in una teca dall’artigiano ebanista lametino, Vincenzo Careri. Realizzate, inoltre, anche due divise da soldato del Real Esercito delle Due Sicilie, confezionate dalla stilista Graziella Curcio, arricchita dalla cintura realizzata a rilievo dall’artigiano Gianbattista Cittadino. A relazionare in apertura, il presidente dell’associazione, l’architetto Alessandro Malerba, che ha rimarcato la volontà dell’associazione che presiede che è quella di riscattare il Mezzogiorno attraverso la riacquisizione di una identità culturale e di consapevolezza.
Entusiasti i sindaci che hanno rimarcato l’importanza dell’iniziativa, soprattutto per la riscoperta delle radici storiche. Il dibattito, moderato da Rosella Cerra, ha visto la partecipazione del professore Danilo Franco che ha spiegato quale fosse la realtà di Mongiana dalle sue origini e quello che oggi rappresenta come realtà in veloce sviluppo culturale e turistico. Il sindaco di Mongiana, Bruno Iorfida, ha illustrato due filmati realizzati a scopi promozionali, di cui uno riguarda il neo museo aperto MuFAr dal titolo “Mongiana, reali ferriere borboniche” che si sofferma su sapienti suggestioni visive riguardanti: le maestose rovine dell’antica fonderia, il villaggio operaio, la fabbrica d’armi e il museo, ricostruzioni 3D, esperienze immersive, percorsi di realtà aumentata, filmati emozionali, mentre l’altro, “Mongiana, una esperienza da vivere”, nel quale, attraverso suggestive immagini di riprese aeree del piccolo borgo delle serre, la speaker illustra le caratteristiche presenti al tempo dei Borbone nel borgo operaio. Esiste, inoltre, una applicazione scaricabile che aiuta il visitatore anche virtuale nella conoscenza della infinita opportunità culturale, storica e naturalistica che il posto offre, stimolando quindi la conoscenza diretta e la visita al museo appena aperto, costituito sia da una parte coperta nella struttura che tutti conosciamo, ma anche dalla vasta area a cielo aperto che offre oggi ulteriori elementi, oggetto ancora di scavi, da poco aperti.
Un incontro che si è dimostrato molto fruttuoso sul piano della collaborazione fra le Amministrazioni Comunali di Lamezia, Mongiana e Motta Santa Lucia così da creare una rete di interscambio culturale e storico.
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