
Lamezia Terme – Una riflessione che raccoglie 25 anni di impegno contro l’antimafia per applicare la legalità. Sono i punti cardine che propone il libro dell’osservatorio Falcone-Borsellino-Scopelliti: “25 anni tra i ragazzi per la legalità”, curato da Carlo Mellea e Giulia Veltri. “La legalità - ha delucidato - Carlo Mellea si attua praticandola anche nelle piccole cose, come il redarguire una persona che getta un fazzolettino di carta a terra”. Mellea ha poi elencato l’impegno ultraventennale dell’osservatorio con attività rivolte, in modo particolare, ai giovani, “che impegnandosi in associazioni ecclesiastiche e nell’osservatorio vogliono sconfiggere le mafie”. Mellea ha sostenuto poi le presenze, sua e quella dell’osservatorio, sempre vigili e pronte a “sfidare la mafia, io sono qui per questo”.
Elogia l’attuale procuratore del Tribunale lametino Salvatore Curcio inquadrandolo come “un vero e proprio punto di riferimento per i cittadini lametini”. Il giornalista Arcangelo Badolati commentando la pregevole attività di ricerca e studio dell’Osservatorio ne esplicita la sua stima, come quella della famiglia del giornalista Giancarlo Siani e di tante altre persone. Non mancando però di ricordare le tre figure (Falcone, Borsellino, Scopelliti) che hanno dato il nome all’Osservatorio, ma che hanno anche subito “ostracismi e oltraggi” come Borsellino in quanto definito “uomo di destra”. Anche Badolati decanta il lavoro e la figura di Curcio, “un tecnico del diritto che ha saputo testimoniare l’esistenza della mafia nel nord della Calabria”. Nell’incontro si è anche discusso dei fatti avvenuti la sera del 30 marzo, l’esplosione di un ordigno in un locale commerciale di via Piave, a ciò il giornalista Badolati ha commentato come Lamezia sia una città “dicotomica” “e che ha una storia criminale molto antica”.

Ma, ha aggiunto “non dobbiamo aspettare solo l’intervento della Magistratura per debellare la velenosità della mafia perché se aspettiamo significa che abbiamo fallito”. Prosegue con un appunto il giornalista, “Non esistono giornalisti o Magistrati eroi dell’antimafia, perché sono persone che raccontano i fatti e svolgono correttamente e con dedizione il loro lavoro”. Il consigliere regionale Mario Magno che ha partecipato con delle sue riflessioni alla stesura del libro ha sottolineato l’importanza dei giovani nella lotta alla mafia. “L’argomento legalità portato alla consapevolezza dei giovani fa scaturire in loro approfondimenti e riflessioni su questo tema che elaborandolo, li porta a generare dei processi di semina che crescono in modo da fare fiorire la legalità”. Gli ospiti che hanno discusso sul sempre scottante tema della legalità sono stati introdotti da Gioacchino Tavella, “un tema delicato che il libro dell’Osservatorio ha saputo affrontare e del quale è bene discutere, perché discuterne non fa mai male”.
Francesco Ielà
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